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Federico Fiori

Federico Fiori Chirurgia Plastica Estetica

Author Archives: Federico Fiori

Quale chirurgia oggi

Perché parlare di Chirurgia? Oggi, come anche ribadito spesso da articoli, interviste, simposi, programmi televisivi e quant’altro, la tendenza attuale nel campo della cura del corpo è quella di sottolineare e amplificare i risultati dei trattamenti medici ( non chirurgici). La chirurgia estetica ha ceduto un po’ di spazio rispetto a un tempo, e devo dire che il mio punto di vista è in accordo concettuale con questa tendenza, fatte salve alcune considerazioni. Rispetto alla Chirurgia plastica estetica ci si pone oggi in modi diversi. Chi non prende assolutamente in considerazione la chirurgia a scopo estetico Chi ritiene che il bisturi sia un eccesso viste le alternative Chi ritiene che l’obiettivo estetico che si è prefisso sia raggiungibile solo con un intervento Chi l’intervento chirurgico lo farebbe anche ma purtroppo pensa di non poterselo permettere. Nulla si può dire rispetto alla prima e a quest’ultima posizione se non che spesso trattamenti medico-estetici ripetitivi hanno globalmente un costo superiore a quello di un intervento . Possiamo però dire che entrambi gli altri punti di vista possono essere discussi. Da sempre la filosofia di questo studio è stata quella di integrare le metodiche, utilizzando ogni arma del nostro arsenale (dietologia,medicina, laser, chirurgia, trattamenti estetici) in sinergia per raggiungere gli obiettivi prefissati. In base a questa metodologia operativa consideriamo il corpo un sistema, così come il viso, composto da vari elementi, e analizziamo le proporzioni e la morfologia dei singoli elementi (braccia, gambe, radice delle cosce, fianchi, addome, seno, lo sguardo, il sorriso, la cute, e all’interno di ciascun elemento come per esempio le braccia analizziamo la regione tricipitale come massa adiposa, lassità cutanea, eccesso di cute, per lo sguardo rughe perioculari e glabellari, area zigomatica, palpebre, area sopraccigliare e così via), valutando globalmente la strategia migliore di trattamento. Oggi per fortuna la tendenza anche internazionale da grande valore a questo approccio multidisciplinare, e addirittura siamo qui oggi a difendere in un certo modo la terapia chirurgica che sta un po’ perdendo terreno ed è invece utile sottolineare quanto e in che modo una chirurgia eseguita all’interno di un percorso di cura corretto sia indispensabile per raggiungere il miglior risultato. Ma qual è il risultato che vogliamo ottenere ? Non è più il momento dei seni enormi e degli zigomi alla Frankenstein. Per noi il miglior risultato possibile corrisponde all’armonia, all’equilibrio estetico delle forme, che è un elemento fondamentale e imprescindibile del benessere psico-fisico. Allora si alla chirurgia , ma chirurgia integrata, chirurgia intelligente, limitata a dove, quando e quanto serve. Una lipoaspirazione estrema non serve per dimagrire, ma un soprappeso ANCHE con adiposità localizzate va trattato con un regime alimentare corretto o una dietoterapia, dei trattamenti locali per indirizzare il calo ponderale dove serve e limitarlo dove non serve, con una fase chirurgica meglio se finale per il salto di qualità che la medicina estetica non consente. Così come un lifting su una pelle vecchieggiante e atrofica esiterà in una pelle vecchieggiante e atrofica tirata. Quale chirurgia allora? Per me la chirurgia estetica deve essere fatta così: miglior risultato col minor impatto metabolico e sociale. Io vivo tuttora occupandomi di patologia, sappiamo tutti bene cosa significhi un intervento chirurgico fatto per salvare la pelle; è un obbligo, con rischi che si devono per forza correre. Mentre, come sapete, la chirurgia estetica serve solo a migliorare il nostro aspetto fisico e mentale. Quindi per me deve essere di minimo impatto su metabolismo e vita sociale, deve mirare al rischio più basso e noi tendiamo a questo obiettivo proponendo quando possibile interventi semplici ,non eccessivi e meglio quando integrabili da metodiche non chirurgiche per un miglior risultato. Di norma per quasi tutti gli interventi che eseguiamo dimetto dopo qualche ora di osservazione (ovviamente a meno di considerazioni particolari, interventi multipli e valutando ogni singolo caso) . Fino alle 24 ore dall’intevento andiamo noi dal paziente per qualsiasi esigenza, dopo 24 ore fissiamo il primo controllo e il paziente –se non per alcuni interventi- deve uscire di casa e venire perché non è un malato e non deve vivere come tale. Il nostro controllo sul post-operatorio è assiduo, maniacale, rodato da anni di esperienza e “automatizzato” per tutte le possibili evenienze della gestione domiciliare. Perché? Perché comunque la chirurgia -ma non solo- presenta dei rischi. La cronaca la conosciamo tutti, e sappiamo che la maggior parte delle complicanze cliniche legate alla chirurgia estetica sono di due tipi: 1)infettive 2) anestesiologiche I rischi della chirurgia sono questi, noi l’anestesia generale non la facciamo quasi mai, e per il rischio infettivologico lasciatemi fare una considerazione impopolare e controtendenza sulla chirurgia ambulatoriale o day surgery, perché se è vero che l’intervento in clinica ospedalizzata rende più sicuri pazienti e soprattutto operatore, che condivide la responsabilità, e’ vero anche che le infezioni ci sono dove ci sono i malati, e in una struttura come la nostra che vi invito a visitare, peraltro unica come qualità delle attrezzature, sicurezza e anche logistica, dove malati non ci sono, la infettività residente è pressoché assente. C’è poi un terzo elemento, l’imponderabile. E l’imponderabile gioca sempre un suo ruolo statistico, purtroppo non solo nella chirurgia. Quindi, premesso che il rischio-zero non esiste, vale davvero la pena correre questi rischi, ancorché bassi o ridotti al minimo ? Non siamo qui a discutere la necessità di questo tipo di chirurgia. La prima cosa che tutti noi possiamo fare da un punto di vista prettamente clinico per migliorarci è assolutamente NIENTE , perché il benessere fisico esula dall’aspetto meramente esteriore. Se però come è giusto oggi parliamo di benessere psico-fisico dobbiamo comprendere e considerare quanto l’aspetto estetico oggi ci condiziona per vari motivi, consci e inconsci, dal rapporto CON I MODELLI PROPOSTI DAI MEDIA AL CONFRONTO QUOTIDIANO CON GLI ALTRI. Vale quindi la pena di correre anche un rischio minimo? Per noi è una domanda troppo soggettiva a cui non esiste una risposta univoca. Quel che possiamo consigliare è di considerare il proprio disagio e decidere in base a come si vive questo disagio. Lo vivo male, allora vale la pena. Ogni volta che mi guardo allo specchio mi vedo solo i fianchi larghi e non esco di casa, allora provvedo. Ho la taglia 58 ma sto bene con me stessa, posso conviverci tranquillamente, allora me ne frego. Chiaro che , specie per qualche riguarda il desiderio di migliorarsi si deve restare all’interno del “range di normalità” e non desiderare l’estremo, se no diventa il desiderio ad essere patologico e il problema richiede un altro tipo di terapia. La decisione è sempre personale, da prendere sempre per se stessi e mai per gli altri, pensandoci non una, non due ma 10 volte. E se la risposta al problema è SI, ho deciso di farlo, siamo qui per consigliarti. Come detto sin qui parliamo di chirurgia, ma vi ho spiegato che da noi non è quasi mai un aspetto unico di trattamento. Quindi quando parliamo di addominoplastica e lipo per esempio è frequente per noi consigliare un regime alimentare o una dieta corretta, istituire dei trattamenti medico estetici locali per indirizzare il calo ponderale nei distretti utili e non dove non serve, trattare il microcircolo vascolare per migliorare il trofismo e il metabolismo e tutto quanto serve per ottenere il risultato che desideriamo. Non sempre si fa o si ha voglia di farlo, ma noi siamo qui per dare una risposta ad un problema e cerchiamo di dare la risposta migliore. Non vi annoio in questa sede con notizie di tecnica degli interventi più noti, per quello fate riferimento alle altre pagine del sito dove troverete le notizie istituzionali sulle varie tecniche. In questo momento di considerazioni generali sul mio modo di intendere il mio lavoro mi preme sottolineare quanto io per primo non ami fare interventi che non ritengo utili, e ritenga la moderazione nella richiesta dei pazienti e nelle risposta dell’operatore un elemento fondamentale per un buon risultato. Molte volte , come sanno tanti dei miei Pazienti, il mio consiglio , piuttosto che esagerare, è quello di non fare…


Nuove radiofrequenze per viso e corpo

Da molto tempo si parla di radiofrequenze per il ringiovanimento cutaneo di viso e corpo. Dal vecchio Thermage , “capostipite” di queste macchine, vi sono stati molti step evolutivi, talvolta senza reali benefici nell’esito finale poichè la preoccupazione - giusta- è stata in questi anni più quella di diminuire gli effetti indesiderati che non quella di migliorarne i risultati. Il concetto è quello di portare la temperatura del collegane del derma ad un valore opportuno per essere denaturato e quindi sostituito da collagene nuovo. Tuttavia la difficoltà è sempre stata quella di raggiungere la temperatura cotrretta, di non bruciare la cute nel frattempo, e dinon superare quella temperatura perché altrimenti non si otterrebbe la denaturazione del collagene ma la fibrosi, irreversibile. Oggi esistono ulteriori sviluppi per applicare questa metodica. La radiofrequenza tripolare, con emissione di potenza a picchi di alta potenza e tempo rapidissimo per non ledere la cute. E una nuova ,metodica con manipolo dotato di microaghi, con l’obiettivo di emettere la potenza proprio alla profondità che serve. I risultati di queste nuove radiofrequenze per viso e corpo sembrano promettenti, anche se fra qualche mese saremo più pecisi.


Biorivitalizzazione con fili in PDO

Da circa un anno si è diffusa la metodica della biorivitalizzazione con fili in PDO  che si aggiunge alle numerose tecniche di biorivitalizazione cutanea. Si tratta intanto di fili di polidiossanone , materiale riassorbibile, sono usati da diversi anni in diverse branche della chirurgia, specialmente in cardiochirurgia. Durante quest’anno sono diverse le case produttrici che hanno immesso sul mercato il proprio prodotto, e a tutt’oggi non ven’è uno che sia risultato migliore di altri. Il concetto è semplice: i fili vengono inseriti secondo modalità opportune con sottilissimo aghi ipodermici, normalmente creando una sorta di reticolo tridimensionale. La progressiva degradazione del materiale avviene per idrolisi in 6 mesi, durante i quali il filo funge da stimolo, inducendo la formazione di neocollagene di tipo I. Tale reticolo di neocollagene persisterà ulteriormente dopo la degradazione del filo, mantenedo i risultati a lungo. L’obiettivo è quello di ottenere un Soft-Lifting. Non parliamo certo dei risultati ottenibili con un intervento, tuttavia dove si renda necessaria una modica retrazione cutanea questo materiale da ottimi risultati, inducendo inoltre un miglioramento delle texture e della luminosità cutanea come per altri prodotti biorivitalizzanti di diversa applicazione. Tutte le aree con modesto cedimento come angolo mandibolare, zigomi, rughe profonde, mento, collo, sono indicazioni ideali per questo trattamento posto che non ci si aspetti il risultato del bisturi. Buoni risultati anche sul corpo, dove per interno coscia, addome, regione sottocostale e soprattutto area tricipitale delle braccia questa metodica consente risultai significativi. La procedura è indolore e molto veloce, pochi minuti e si rientra alle normali attendente. Non vi sono normalmente segni visibili.


Gluteoplastica

Gluteoplastica La gluteoplastica e' l'intervento di rimodellamento della regione glutea. L’intervento prevede il posizionamento di una protesi al fine di armonizzare la linea del gluteo, aumentandone il volume. L’intervento prevede un’ incisione di circa 5 cm nel solco intergluteo; si attuano poi la preparazione della tasca intramuscolare e il posizionamento di una protesi dedicata. Il risultato estetico è buono, l’intervento però non è molto diffuso causa un postoperatorio un po’ delicato (non ci si può sedere per qualche giorno se non sopra a dei cuscini) e l’incidenza relativamente alta di complicanze (asimmetrie e dislocamenti). Dopo l’intervento non è più possibile eseguire iniezioni intramuscolari nel gluteo causa possibile rischio di danneggiamento alla protesi.Onestamente non amo molto questo intervento, anche perché esistono materiali iniettabili che sostituiscono la protesi, con inconvenienti e rischi infinitamente inferiori.L’asimmetria e il dislocamento delle protesi sono le più comuni. Infezione ed ematoma sono meno frequenti, descritte in letteratura anche lesioni vascolari importanti seppur rarissime. Non è una complicanza ma ricordo che con protesi glutee non è più possibile sottoporsi ad iniezioni intramuscolo in questa sede. GLUTEOPLASTICA IN POCHI PASSI   Incisione: interglutea Durata: 100 min Anestesia: locale + sedazione Degenza: ambulatoriale / 1 gg Pre/Post Testimonianze Altri trattamenti


Protesizzazione dei pettorali maschili

Protesizzazione dei pettorali maschili La chirurgia di protesizzazione di pettorali maschili e' un intervento sempre più richiesto e non  solo da persone dedite al culturismo. Un numero sempre maggiore di uomini infatti desidera migliorare il proprio corpo armonizzando la regione pettorale. La tecnica impiegata per la protesizzazione dei pettorali maschili è molto simile all’intervento di mastoplastica additiva che si esegue nella donna per via transascellare- sottomuscolare. L"incisione viene infatti eseguita nelle piega ascellare. Successivamente il muscolo grande pettorale viene sollevato e viene poi posizionata una protesi dedicata. É giusto che il paziente sia a conoscenza del fatto che la “protesi pettorale” ha un costo elevatissimo (superiore al doppio delle protesi femminili più costose), e che il costo globale dell"intervento e" pari a circa 9 mila euro. I punti vengono rimossi 9 gg dopo l’intervento.La complicanza più frequente è l’ematoma, che richiede la revisione chirurgica. Meno frequenti i difetti di cicatrizzazione, che nell’uomo vengono ben mascherati dall’eventuale peluria ascellare. PROTESIZZAZIONE IN POCHI PASSI Incisione: ascellare Durata: 60 min Anestesia: locale + sedazione Degenza: ambulatoriale Pre/Post Testimonianze Altri trattamenti


Starvac

Starvac Il massaggio endodermico Starvac è la combinazione tecnologicamente più avanzata della tecnica del palper-rouler e del vuoto pulsato, e combatte efficacemente fin dalla prima seduta l’adiposità localizzate e cellulite, problemi circolatori, invecchiamento cutaneo, contratture muscolari, pelle a buccia d’arancia. La rivista Aesthetic Surgery Journal afferma che il vacuum massage favorisce un aumento del 400% della circolazione sanguigna e del 130% di produzione di nuovo collagene. Il massaggio endodermico Starvac è un trattamento brevettato che viene effettuato dagli operatori Starvac utilizzando l’esclusiva attrezzatura composta da un applicatore a rulli e da speciali coppe aspiranti, entrambi collegati a un computer che regola l’intensità del trattamento in base alle problematiche evidenziate. L’applicatore a rulli crea una depressione parziale sulla superficie della pelle, sollevando leggermente la pelle fra i due rulli mobili. In questo modo la piega della pelle è rullata e massaggiata, creando l"esclusiva azione di massaggio endodermico scivolato sul tessuto connettivo. Le cellule adipose, in questo modo, vengono “spremute”, catturate ed eliminate grazie a una circolazione sanguigna e linfatica più agile. Inoltre la rete di fibre di collagene che forma l"impalcatura della pelle si distende, incrementando così la produzione di fibroblasti, le cellule predisposte a produrre fibre elastiche. L’effetto modellante, drenante e ringiovanente è evidente fin dalla prima applicazione. Per agire in maniera ancora più mirata e profonda, Starvac è dotato anche di speciali coppe aspiranti che vengono applicate sulla pelle per ottenere un massaggio vacuum localizzato. I punti trattati subiscono una profonda attivazione rivitalizzante e presentano grandi miglioramenti, soprattutto nel caso di cellulite di vecchia data e rughe. Starvac è perfetto anche sul viso, con un’imbattibile azione anti-age contro rughe, borse sotto gli occhi e gonfiori" Quanto sopra, tratto dal sito ufficiale STARVAC descrive molto bene la funzione e l’effetto di questa apparecchiatura. La utilizziamo con grandissima soddisfazione per il trattamento della cellulite, per il drenaggio nella ritenzione idrica, per la tonificazione del microcircolo nell’insufficienza veno-linfatica. Inoltre offre grandissimo aiuto nel postoperatorio di vari interventi chirurgici, dal lifting alla blefaroplastica, riducendo efficacemente l’edema postoperatorio e riducendo i tempi di guarigione. In questo video potete valutare la metodica. Starvac Pre/Post Testimonianze Altri trattamenti


Mentoplastica

Mentoplastica La plastica del mento può prevedere un aumento o una riduzione dello stesso. La riduzione della prominenza si esegue effettuando una piccola sezione ossea che ne determina la riduzione della prominenza addolcendo il profilo. L’incisione si effettua all’interno della bocca e non residua alcuna cicatrice visibile. Peraltro il gonfiore postoperatorio fa si che per valutare il risultato definitivi si debba attendere alcuni mesi. L’aumento della prominenza si può effettuare in 2 modi: -utilizzando una protesi dedicata Vengono valutate la morfologia del viso e l’equilibrio estetico generale per scegliere la protesi di dimensione e forma più indicate. Questo intervento prevede una Anestesia Locale, una incisione al di sotto del mento, di circa 2 cm, ed il posizionamento della piccola protesi che viene di norma fissata con punti non riassorbibili.La rimozione punti avviene dopo circa 8 gg. -utilizzando un filler iniettabile i filler (link) possono essere riassorbibili o permanenti. Dato che una correzione permanente è sempre un passo importante può essere consigliabile preventivamente utilizzare un filler riassorbibile per valutare realmente il proprio gradimento ed eventualmente l’entità della correzione desiderata, senza correre il rischio di “non poter tornare indietro”. Successivamente sarà possibile utilizzare un materiale non riassorbibile in tutta sicurezza. Ovviamente per chi sia certo dei propri desideri si può utilizzare subito un prodotto non riassorbibile. In questo caso di norma interveniamo in più sedute per non correre il rischio di eccedere. Pre/Post Testimonianze Altri trattamenti


Trattamento delle macchie cutanee

Trattamento delle macchie cutanee Le macchie provocate da accumulo di pigmentimelanici, se rispondono a caratteristiche cliniche ben precise possono essere sottoposte a trattamento mediante laser con risultati ottimali e spesso quasi sempre definitivi. Sono lesioni sempre molto superficiali, situate nella giunzione dermoepidermica o in sede intraepidermica. Per il trattamento delle macchie cutanee si effettua, previa eventuale anestesia, la coagulazione con laser utilizzando gli opportuni parametri di potenza; dopo circa 24-48 ore si formerà una flittena, che in circa 10-15 giorni si trasformerà in un"escara il cui distaccoavverrà in tempo variabile, talora con formazion edi una vera e propria crosta. Trascorso circa un mese si osserverà la riepitelizzazione della lesione. La superficie apparirà dapprima rosa acceso, per schiarirsi successivamente e risultare in una lesione acromica, chiara, che ripigmenterà in alcuni mesi. Nel frattempo bisogna aver cura di non esporre la parte al sole per periodi prolungati. Pre/Post Testimonianze Altri trattamenti


Trattamento delle lesioni cutanee

Trattamento delle lesioni cutanee Il laser è una modalità di trattamento efficace per una serie di patologie cutanee pigmentate e non che vengono classificate oggi come lesioni neoplastiche benigne: nevi dermici, cheratosi seborroica, fibropapillomi, verruche e conditomi. Queste lesioni si estendono entro lo spessore dell'epitelio, senza interessamento della membrana basale. Caratteristiche ed indicazione analogiche hanno le lesioni di tipo preinvasivo, quali cheratosi attiniche e carcinomi intraepiteliali. Per quanto riguarda le lesioni invasive il vantaggio offerto dalla chirurgia tradizionale di un completo controllo istologico della radicalità dell'exeresi non è prescindibile. In condizioni accertate di benignità un criterio di particolare importanza per la definizione delle indicazioni al trattamento della chirurgia laser è rappresentato dalla sede della lesione. In pratica sedi anatomiche di particolare impegno per la chirurgia tradizionale quali la regione nasale, palpebrale, auricolare, del cuoio capelluto, periorale, delle dita, costituiscono motivo d'impiego preferenziale della metodica laser per la semplificazione tecnica e per i risultati estetici più costanti. In queste sedi trovano indicazione specifica al trattamento laser anche casi accuratamente selezionati di carcinomi basocellulari. In anestesia locale il raggio laser può essere utilizzato principalmente in due modi: • per incidere la lesione ai bordi ed asportarla in toto • per vaporizzare il tessuto rimuovendo sottili strati successivi Una terza modalità può essere considerata una combinazione delle due metodiche, ossia la resezione parziale della lesione (parte esofitica) ed il completamento della rimozione mediante laser-vaporizzazione. Il metodo della vaporizzazione semplice si considera idoneo per lesioni sottili e benigne; il raggio laser viene in questi casi impiegato in lieve defocalizzazione, e, per ridurre l"effetto termico in zone particolarmente delicate, può essere emesso in maniera pulsata. Per ottenere la profondità di distruzione desiderata sulla base dello spessore di lesione, il manipolo del laser viene utilizzato come un pennello, asportando degli strati successivi omogenei di tessuto fino alla completa eliminazione della lesione. Il metodo escissionale è indicato per l"asportazione di neoformazioni esofitiche o a base d"impianto peduncolata. In questi casi, dopo aver delimitato con un solco d"incisione i bordi dell"area da asportare, si procede con l"aiuto di una pinza alla resezione della base alla profondità desiderata. Pre/Post Testimonianze Altri trattamenti


Trattamento delle lesioni vascolari

Trattamento delle lesioni vascolari Il trattamento ideale per le lesioni vascolari cutanee è quello in grado di eliminare i vasi ematici ectasici, cioè dilatati, senza determinare un danno irreversibile all'epidermide e al derma. Chirurgia, crioterapia, irradiazione con raggi X, elettrocauterizzazione e chemioterapici sono alcuni dei trattamenti impiegati per queste lesioni. In generale tali trattamenti non hanno dato esiti soddisfacenti o per l'inefficacia o per complicazioni, quali cicatrizzazione detraente, pigmentazione o persino cancerogenesi nelle zone sottoposte a radiazioni ionizzanti. Diversi laser sono stati impiegati per il trattamento delle lesioni vascolari cutanee con lo scopo di ottenere una selettività progressivamente crescente ed un'attenuazione degli effetti collaterali. I laser a rubino e a neodimio :YAG possono essere selettivi in particolari condizioni. Il CO2 laser coagula per conduzione termica attraverso la cute surriscaldata, pertanto non offre selettività. Con l'introduzione del laser ad argon si è ottenuto un progresso rilevante nella possibilità rimozione delle lesioni vascolari. Le caratteristiche d'emissione di questo laser di colore blu verde o turchese scuro hanno reso ottimale il suo utilizzo per lesioni di colore complementare al verde, cioè quelle rosse; ossia lesioni vascolari contenenti emoglobina. Con il laser ad argon vengono trattate molte lesioni vascolari con successo e remissione totale o parziale, come anche con il KTP532 nm utilissimo per couperose e teleangiectasie. Oltre al laser ad argon anche i dye-laser ad emissione continua, pulsata o eccitati da lampade flash nonché il laser a vapori di rame consentono ottimi risultati, a volte superiori, nel trattamento di lesioni vascolari maggiori. Previa eventuale anestesia, si procede al trattamento con impulsi e potenze idonee. A seguito dell"applicazione si forma una lesione depressa dermoepidermica con un leggero edema. Dopo 2-5 giorni, si forma una crosta che permane per una durata variabile di 7-20 giorni. Alla caduta della crosta, la superficie trattata presenta un colore pallido o comunque più chiaro della cute circostante; tale colorito pallido sarà più acceso dopo un giorno, per schiarirsi nei mesi successivi. Qualora residuassero alcuni esiti, si può procedere a ritrattamento dopo qualche mese. Rispetto alle metodiche tradizionali il grande vantaggio consiste nell"assenza di cicatrice lineare e nel bassissimo rischio di cicatrici atrofiche o ipertrofiche. Pre/Post Testimonianze Altri trattamenti


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