Federico Fiori Chirurgia Plastica Estetica

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Mastoplastica additiva

La mastoplastica additiva e’ un intervento ormai conosciuto e molto diffuso. E' il secondo intervento piu' eseguito al mondo nell'ambito della chirurgia estetica, e in italia se ne esegono oltre 30 mila all' anno. Oggi la definizione dell’intervento è assoutamente personalizzata, e durante una valutazione accurata si definiscono i desideri della Paziente, si esplorano le possibilità chirurgiche e si definiscono gli obiettivi dell’intervento. Semplificando , ma non troppo, l’intervento prevede il posizionamento di una protesi opportuna in uno spazio, o tasca, che viene creato dal Chirurgo. La tecnica ed i materiali si sono affinati nel tempo, consentendo sicurezza e risultati estetici assolutamente significativi, con protesi di misure e forme tali da consentire la programmazione e la definizione del risultato definitivo con estrema precisione. Da sapere Voglio sottolineare qui quelli che sono i tre aspetti principali di questo intervento che bisogna ben conoscere, comprendere e discutere. 1) La sede della tasca, cioè dello spazio in cui viene posizionata la protesi. Può essere sottoghiandolare o sottomuscolare. Durante l’intervento in pratica creiamo uno spazio all’interno del quale posizioniamo la nostra protesi. Questo spazio viene creato o dietro la ghiandola al di sopra del muscolo oppure dietro il muscolo pettorale. Mettere la protesi dietro al muscolo ha l’obiettivo di proteggerla, di renderla meno evidente soprattutto a livello dei quadranti superiori. Oggi la tendenza e’ quella di posizionare la protesi sottomuscolare con tecnica dual plane , tuttavia se la situazione di partenza e’ quella di una ghiandola e di un sottocutaneo ben rappresentati si può assolutamente mettere la protesi dietro alla ghiandola. Entrambe le tasche, sotto o retroghiandolare e sottomuscolare, hanno dei vantaggi e degli svantaggi. Se mettiamo la protesi dietro alla ghiandola la protesi sarà senza dubbio più avvertibile, ma questo solo se la situazione di partenza e’ quella di una ghiandola scarsamente rappresentata, piccola. Se hai un seno della seconda – per rendere l’idea- hai già tessuto sufficiente per valutare il posizionamento sotto ghiandolare. La tecnica dual plane consente di mettere la protesi al disotto del muscolo pettorale nella parte superiore, per renderla coperta e meno evidente proprio dove lo sarebbe di più. Il muscolo viene inciso secondo una linea programmata preoperatoriamente in base alla situazione di partenza e al risultato da ottenere, e viene ricoperto dalla protesi nella parte inferiore. Questa tecnica con le sue varianti è oggi la più diffusa, ed è la scelta obbligata per quelle pazienti che hanno un seno molto piccolo e un sottocutaneo molto poco rappresentato. Da un punto di vista tecnico è la vera novità nel campo della mastoplastica additiva, oltre naturalmente all’evoluzione delle qualità delle protesi. 2) La via d’accesso, cioè il punto che si decide di incidere per andare a posizionare la nostra protesi. Possiamo utilizzare tre vie: – la via transascellare – la via periareolare – il solco sotto mammario. Possiamo subito dire che se tu cicatrizzi bene la tua cicatrice sara’ buona , ovunque si vada a farla, mentre se sai di cicatrizzare male con ipertrofia o cheloide o altro ci si deve comunque aspettare una cicatrizzazione non ottimale, anche in questo caso indipendentemente dalla sede. Analizziamo i tre accessi in maniera più specifica. La via d’accesso ascellare lascia il seno libero da cicatrici, ha l’indubbio vantaggio di consentire il posizionamento della protesi senza toccare la ghiandola, perché vi si passa sotto. Ottima per il posizionamento retroghiandolare non ha oggi molta fortuna perche’ la diffusione della tecnica dual plane ha di fatto reso impraticabile questa via. Attualmente le tecniche endoscopiche consentono tuttavia anche l’utilizzo della via ascellare. Con questa metodica infatti riusciamo a eseguire perfettamente il posizionamento dual plane della protesi incidendo il muscolo in maniera ottimale ed eseguendo una emostasi perfetta. Devi però considerare, se sai di cicatrizzare male, che l’ascella e’ un punto che in estate risulta piuttosto visibile. La via periareolare inferiore è la più utilizzata in caso di posizionamento retro ghiandolare della protesi, consente una ottima visibilità della tasca e un ottimo controllo del sanguinamento. Ha il grande vantaggio, nei soggetti che hanno una cicatrizzazione imperfetta, di poter essere corretta con un tatuaggio del colore dell’areola mammaria mascherando eventuali allargamenti o depigmentazioni. Unico inconveniente rende meno preciso il confezionamento della tasca nella tecnica dual plane poiché bisogna incidere la ghiandola per via obliqua e questo fattore può incidere sulla simmetria in caso di retrazione cicatriziale non ottimale. L’incisione al solco sotto mammario è l’incisione piu’ usata per la tecnica dual plane, consente un’ottima definizione della tasca, un ottimo controllo delle emorragie. Ha lo svantaggio di essere in una zona dinamica, ovvero soggetta al movimento della protesi che fisiologicamente si assesterà verso il basso portando spesso la cicatrice a salire e posizionarsi sul cono mammario inferiore. 3) Il tipo di protesi. Se da un punto di vista tecnico, al di la del posizionamento dual plane della protesi, non ci sono state rivoluzioni in questo intervento, dobbiamo dire che i materiali hanno subito una forte evoluzione. Esistono protesi di varie forme, altezze, larghezze e proiezioni che variano solo di pochi mm. E ciò ha cambiato i concetti di questa chirurgia per cui non ha più senso ne richiedere ne proporre la seconda, la terza, la quarta e così via. La programmazione dell’intervento assume veramente un posto fondamentale per valutare le varie protesi, discutere le varie possibilità con la paziente e quindi ottenere un risultato davvero “tailor-made”, sartoriale. Esistono vari tipi di protesi che differiscono per aspetti tecnologici più o meno significativi, come l’ involucro a stampo o in bagno di sale, il tipo di gel, oltreché le varie forme e proiezioni. In studio ne abbiamo diverse, di varia qualita’, e quando le toccherai non sentirai differenza, ma la differenza esiste. Diciamo che possiamo rapportarci alle auto, dove ci sono varie marche, le Fiat, le BMW, le Ferrari. Possiamo andare ovunque con una Fiat, e la Ferrari in realtà non serve, ma tutti la vorrebbero. L’importante nel nostro campo e’ avere materiali di grande qualità, per ogni intervento e soprattutto per la mastoplastica additiva. Tutte voi sapete la storia delle protesi PIP di cui non voglio entrare nel dettaglio ma questo ci obbliga ad una attenzione maniacale sulle protesi, pertanto nella nostra pratica chirurgica utilizziamo solo protesi di gamma alta o altissima. Differisce il prezzo ovviamente, e dopo le debite analisi e spiegazioni che riguardano gli aspetti tecnici di costruzione e i reali risvolti clinici – cioè quanto questa differenza di qualità sia percepibile all’atto pratico anche in termini di possibili complicanze- e’ sempre la paziente a decidere perché noi possiamo spiegare e consigliare, ma la scelta finale – sempre tra ottimi materiali- spetta a voi. Al momento le protesi più utilizzate nella mia struttura sono Allergan, Politech, Blite. Ma scendiamo nel dettaglio. Allergan: Allergan produce attualmente 2 linee di Protesi, Natrelle e BRST. Natrelle è attualmente considerata la migliore protesi quanto a costruzione e numero di variabili. Infatti questa protesi esiste:          tonda, in 5 differenti spessori e in due gel. anatomica, in 3 diverse altezze e 5 diverse proiezioni , in due gel. La correzione con questa protesi è perfetta. Tuttavia per le protesi tonde Allergan stessa produce BRST, una linea lievemente più economica, con procedura costruttiva differente. Anche in questo caso abbiamo 5 proiezioni per uno stesso diametro, ma le misure sono uguali saltando una taglia, cioè se il diametro di natrelle aumenta ogni 2,5 mm, quello di brst ogni 5. Politech: Politech è una ottima protesi e sta guadagnando mercato, anche grazie ad un’ottima politica commerciale oltreché ovviamente alla qualità del prodotto. Anche in questo caso innumerevoli forme e proiezioni, tonde e anatomiche. In più Politech produce protesi in poliuretano, anche queste in varie forme, protesi che noi utilizziamo come secondo step in caso di contrattura capsulare Blite: Blite sono la vera novità in campo dei materiali per mastoplastica additiva. Questo prodotto ritengo sarà il primo di una nuova serie di protesi che miglioreranno ulteriormente la qualità dell’intervento. Infatti Blite consente a parità di volume un risparmio di peso del 30 %. Cioè una protesi da 300 di altra marca pesa 300, una b lite pesa 210. E il peso è fondamentale per la stabilità dell’impianto, che dipende dalla qualità del tessuto della paziente e anche dal peso della protesi. Ci aspettiamo quindi una maggiore stabilità nel tempo del risultato del nostro intervento. Intervento L’intervento si svolge di consuetudine nelle nostre sale operatorie che sono perfettamente attrezzate per ogni intervento chirurgico di questo ambito. L’anestesia, a carico del Collega Anestesista Rianimatore,  è locale con sedazione, ovvero si dorme respirando autonomamente senza l’ausilio di apparecchiature di sostegno. Ovviamente la monitorizzazione è continua.  Al termine dell’intervento la paziente viene trasportata in camera di degenza ove resta alcune ore, il tempo necessario per valutare il primo periodo postoperatorio e smaltire gli effetti della sedazione.  Successivamente, dopo ulteriore rivalutazione la Paziente rientra al domicilio. La nostra procedura di dimissione precoce è regolata e affinata da anni, e consente una più veloce ripresa delle normali attitudini. Per questo un membro dell’equipe è disponibile per una visita al domicilio nelle prime 24 ore, il primo controllo clinico è il giorno successivo a quello dell’intervento, il contatto con la paziente è continuo sia tramite Social che telefonicamente. La sicurezza della Paziente è al primo posto e siamo sempre disponibili per qualsiasi dubbio incertezza. Le medicazioni avvengono solitamente in 4°, 8°, 14° giornata. Successivamente a 1, 3,6,12 mesi e quindi una volta all’anno. Ogni visita, ogni controllo, ogni trattamento di eventuali complicanze è compreso nel pagamento dell’intervento. Solo in caso di contrattura capsulare grave che richieda la sostituzione della protesi si provvederà al solo pagamento della protesi. Il dolore viene controllato con analgesici comuni e prescriviamo sempre un antibiotico per 8 giorni. Il reggiseno per il primo mese viene fornito da noi, e per i mesi successivi abbiamo creato dei reggiseni adatti alla stabilizzazione progressiva dell’impianto. Ovviamente possiamo consigliare quali modelli sono maggiormente utili –e quali da evitare. Video  presenti sul mio canale youtube, mastoplastica additiva dual plane  e mastoplastica additiva con protesi blite Complicanze L’intervento è ben codificato, e le complicanze sono di due tipi: 1) generiche, e cioè quelle legate all’utilizzo del bisturi come cicatrizzazione anomala, ipertrofica o cheloide, seroma, disestesie cioè “scossette” episodiche intorno alla cicatrice, infezioni della ferita, infezione (che può anche richiedere la rimozione temporanea della protesi) e anche ematoma. L’ematoma è una raccolta di sangue che si forma intorno alla protesi, e’ la più comune di questi eventi, comunque rari, e va trattato presto tramite un re-intervento in cui si arresta l’eventuale sanguinamento, si pulisce tutta l’area e si risuturerà la ferita. 2) specifiche di questo intervento, ovvero la retrazione capsulare. Quando inseriamo la protesi, nel tempo il corpo forma intorno ad essa una sottilissima capsula, e questo e’ normale ed anche utile. Talvolta, in 1-5 casi su 100, questa capsula si ispessisce, si irrigidisce, si retrae dando quell’effetto che avete sicuramente visto al mare quando si nota una ragazza sdraiata sulla schiena con i seni rigidi e innaturali. Non dipende dal chirurgo, non dipende dalla tecnica, non dipende dal tipo di sutura. Accade per una anomala reazione del paziente alla protesi. Esistono diversi gradi di contrattura, alcuni si risolvono con un massaggio particolare che si dice “squeezing” e che si esegue in sedazione con l’obiettivo di rompere i margini di questa capsula. Ma in alcuni casi si deve rioperare. Ora, non si può avere garanzia che questa retrazione capsulare non avvenga e neanche che dopo la sostituzione non si ripresenti. Il nostro protocollo prevede in prima istanza la sostituzione della protesi, in seconda istanza la sostituzione con protesi in poliuretano, in terza istanza la rimozione bilaterale. Ma ancora prima prevede la massima, estrema cura in ogni passaggio dell’intervento. Prezzi Il prezzo dei una mastoplastica additiva è variabile. I costi sono quelli dell’Equipe, della Sala Operatoria, della Protesi. Equipe e sala hanno costi comunque variabili a seconda delle strutture e a seconda della durata della procedura,   ma più o meno sono  allineati globalmente. Il costo della protesi incide in maniera significativa. Abbiamo Protesi di vario tipo,  di varia qualità e di vario prezzo. Ora, per conoscere e capire le caratteristiche delle varie protesi vi invito a leggere la sezione specifica di questo sito. Per il costo , con protesi di buon livello o massimo livello , posso dire che si passa dai 6000 agli 8500 Euro. Esiste assolutamente la possibilità di spendere meno con protesi di qualità inferiore. Lipofilling Il Lipofilling è l’iniezione di grasso autologo, cioè estratto dal proprio corpo, in un’altra posizione del corpo. In pratica si esegue una lipoaspirazione, si processa il grasso con varie metodiche, quindi  lo si reinietta. Questo trattamento può avere finalità rigenerative - dopo processazione o addizione particolare del tessuto- con metodiche quali  Lipogems o altro, oppure può avere finalità riempitive. Nella mia carriera di Chirurgo Ospedaliero il tumore mammario è una patologia con cui ho avuto a che fare diverse volte. Attualmente per scelte personali e professionali  non  mi occupo direttamente di Senologia pur avendo operato in passato diverse Pazienti per problemi oncologici. Trattando altri tipi di tumore comunque so perfettamente quali siano le condizioni dei pazienti con un dubbio diagnostico, o incertezza sul tipo di malattia e sul tipo di trattamento. In chirurgia, come in altri aspetti della vita, si fanno delle scelte e pur se molto è codificato esiste spesso la necessità di decidere per un trattamento piuttosto di un altro. Ho assistito ad alcuni casi di persone che avevano effettuato un Lipofilling al seno e alla mammografia presentavano micro calcificazioni. Queste micro calcificazioni possono capitare dopo un Lipofilling, ma possono anche essere un indicatore di altre condizioni tra cui la patologia neoplastica. E una diagnosi differenziale tra malattia oncologica e calcificazioni innocue è spesso non facile. Per questo la mia scelta personale è quella di non eseguire lipofilling al seno. Non vorrei avere una Paziente con un dubbio simile, non vorrei mai aver creato io tale incertezza, non vorrei maise fossi un paziente avere questo dubbio.  Non affermo affatto che non si faccia o che sia pericoloso, non discuto i Colleghi che lo fanno, semplicemente ho scelto di non farlo per i motivi che ho spiegato.


Quale chirurgia oggi

Perché parlare di Chirurgia? Oggi, come anche ribadito spesso da articoli, interviste, simposi, programmi televisivi e quant’altro, la tendenza attuale nel campo della cura del corpo è quella di sottolineare e amplificare i risultati dei trattamenti medici ( non chirurgici). La chirurgia estetica ha ceduto un po’ di spazio rispetto a un tempo, e devo dire che il mio punto di vista è in accordo concettuale con questa tendenza, fatte salve alcune considerazioni. Rispetto alla Chirurgia plastica estetica ci si pone oggi in modi diversi. Chi non prende assolutamente in considerazione la chirurgia a scopo estetico Chi ritiene che il bisturi sia un eccesso viste le alternative Chi ritiene che l’obiettivo estetico che si è prefisso sia raggiungibile solo con un intervento Chi l’intervento chirurgico lo farebbe anche ma purtroppo pensa di non poterselo permettere. Nulla si può dire rispetto alla prima e a quest’ultima posizione se non che spesso trattamenti medico-estetici ripetitivi hanno globalmente un costo superiore a quello di un intervento . Possiamo però dire che entrambi gli altri punti di vista possono essere discussi. Da sempre la filosofia di questo studio è stata quella di integrare le metodiche, utilizzando ogni arma del nostro arsenale (dietologia,medicina, laser, chirurgia, trattamenti estetici) in sinergia per raggiungere gli obiettivi prefissati. In base a questa metodologia operativa consideriamo il corpo un sistema, così come il viso, composto da vari elementi, e analizziamo le proporzioni e la morfologia dei singoli elementi (braccia, gambe, radice delle cosce, fianchi, addome, seno, lo sguardo, il sorriso, la cute, e all’interno di ciascun elemento come per esempio le braccia analizziamo la regione tricipitale come massa adiposa, lassità cutanea, eccesso di cute, per lo sguardo rughe perioculari e glabellari, area zigomatica, palpebre, area sopraccigliare e così via), valutando globalmente la strategia migliore di trattamento. Oggi per fortuna la tendenza anche internazionale da grande valore a questo approccio multidisciplinare, e addirittura siamo qui oggi a difendere in un certo modo la terapia chirurgica che sta un po’ perdendo terreno ed è invece utile sottolineare quanto e in che modo una chirurgia eseguita all’interno di un percorso di cura corretto sia indispensabile per raggiungere il miglior risultato. Ma qual è il risultato che vogliamo ottenere ? Non è più il momento dei seni enormi e degli zigomi alla Frankenstein. Per noi il miglior risultato possibile corrisponde all’armonia, all’equilibrio estetico delle forme, che è un elemento fondamentale e imprescindibile del benessere psico-fisico. Allora si alla chirurgia , ma chirurgia integrata, chirurgia intelligente, limitata a dove, quando e quanto serve. Una lipoaspirazione estrema non serve per dimagrire, ma un soprappeso ANCHE con adiposità localizzate va trattato con un regime alimentare corretto o una dietoterapia, dei trattamenti locali per indirizzare il calo ponderale dove serve e limitarlo dove non serve, con una fase chirurgica meglio se finale per il salto di qualità che la medicina estetica non consente. Così come un lifting su una pelle vecchieggiante e atrofica esiterà in una pelle vecchieggiante e atrofica tirata. Quale chirurgia allora? Per me la chirurgia estetica deve essere fatta così: miglior risultato col minor impatto metabolico e sociale. Io vivo tuttora occupandomi di patologia, sappiamo tutti bene cosa significhi un intervento chirurgico fatto per salvare la pelle; è un obbligo, con rischi che si devono per forza correre. Mentre, come sapete, la chirurgia estetica serve solo a migliorare il nostro aspetto fisico e mentale. Quindi per me deve essere di minimo impatto su metabolismo e vita sociale, deve mirare al rischio più basso e noi tendiamo a questo obiettivo proponendo quando possibile interventi semplici ,non eccessivi e meglio quando integrabili da metodiche non chirurgiche per un miglior risultato. Di norma per quasi tutti gli interventi che eseguiamo dimetto dopo qualche ora di osservazione (ovviamente a meno di considerazioni particolari, interventi multipli e valutando ogni singolo caso) . Fino alle 24 ore dall’intevento andiamo noi dal paziente per qualsiasi esigenza, dopo 24 ore fissiamo il primo controllo e il paziente –se non per alcuni interventi- deve uscire di casa e venire perché non è un malato e non deve vivere come tale. Il nostro controllo sul post-operatorio è assiduo, maniacale, rodato da anni di esperienza e “automatizzato” per tutte le possibili evenienze della gestione domiciliare. Perché? Perché comunque la chirurgia -ma non solo- presenta dei rischi. La cronaca la conosciamo tutti, e sappiamo che la maggior parte delle complicanze cliniche legate alla chirurgia estetica sono di due tipi: 1)infettive 2) anestesiologiche I rischi della chirurgia sono questi, noi l’anestesia generale non la facciamo quasi mai, e per il rischio infettivologico lasciatemi fare una considerazione impopolare e controtendenza sulla chirurgia ambulatoriale o day surgery, perché se è vero che l’intervento in clinica ospedalizzata rende più sicuri pazienti e soprattutto operatore, che condivide la responsabilità, e’ vero anche che le infezioni ci sono dove ci sono i malati, e in una struttura come la nostra che vi invito a visitare, peraltro unica come qualità delle attrezzature, sicurezza e anche logistica, dove malati non ci sono, la infettività residente è pressoché assente. C’è poi un terzo elemento, l’imponderabile. E l’imponderabile gioca sempre un suo ruolo statistico, purtroppo non solo nella chirurgia. Quindi, premesso che il rischio-zero non esiste, vale davvero la pena correre questi rischi, ancorché bassi o ridotti al minimo ? Non siamo qui a discutere la necessità di questo tipo di chirurgia. La prima cosa che tutti noi possiamo fare da un punto di vista prettamente clinico per migliorarci è assolutamente NIENTE , perché il benessere fisico esula dall’aspetto meramente esteriore. Se però come è giusto oggi parliamo di benessere psico-fisico dobbiamo comprendere e considerare quanto l’aspetto estetico oggi ci condiziona per vari motivi, consci e inconsci, dal rapporto CON I MODELLI PROPOSTI DAI MEDIA AL CONFRONTO QUOTIDIANO CON GLI ALTRI. Vale quindi la pena di correre anche un rischio minimo? Per noi è una domanda troppo soggettiva a cui non esiste una risposta univoca. Quel che possiamo consigliare è di considerare il proprio disagio e decidere in base a come si vive questo disagio. Lo vivo male, allora vale la pena. Ogni volta che mi guardo allo specchio mi vedo solo i fianchi larghi e non esco di casa, allora provvedo. Ho la taglia 58 ma sto bene con me stessa, posso conviverci tranquillamente, allora me ne frego. Chiaro che , specie per qualche riguarda il desiderio di migliorarsi si deve restare all’interno del “range di normalità” e non desiderare l’estremo, se no diventa il desiderio ad essere patologico e il problema richiede un altro tipo di terapia. La decisione è sempre personale, da prendere sempre per se stessi e mai per gli altri, pensandoci non una, non due ma 10 volte. E se la risposta al problema è SI, ho deciso di farlo, siamo qui per consigliarti. Come detto sin qui parliamo di chirurgia, ma vi ho spiegato che da noi non è quasi mai un aspetto unico di trattamento. Quindi quando parliamo di addominoplastica e lipo per esempio è frequente per noi consigliare un regime alimentare o una dieta corretta, istituire dei trattamenti medico estetici locali per indirizzare il calo ponderale nei distretti utili e non dove non serve, trattare il microcircolo vascolare per migliorare il trofismo e il metabolismo e tutto quanto serve per ottenere il risultato che desideriamo. Non sempre si fa o si ha voglia di farlo, ma noi siamo qui per dare una risposta ad un problema e cerchiamo di dare la risposta migliore. Non vi annoio in questa sede con notizie di tecnica degli interventi più noti, per quello fate riferimento alle altre pagine del sito dove troverete le notizie istituzionali sulle varie tecniche. In questo momento di considerazioni generali sul mio modo di intendere il mio lavoro mi preme sottolineare quanto io per primo non ami fare interventi che non ritengo utili, e ritenga la moderazione nella richiesta dei pazienti e nelle risposta dell’operatore un elemento fondamentale per un buon risultato. Molte volte , come sanno tanti dei miei Pazienti, il mio consiglio , piuttosto che esagerare, è quello di non fare…


Le nuove protesi mammarie B-Lite. 30% di peso in meno

L'intervento chirurgico di mastoplastica additiva non é cambiato particolarmente dal punto di vista tecnico negli ultimi anni...fatta salva la tecnica di posizionamento Dual-Plane è stata l'evoluzione nei materiali a rendere questo intervento via via piu' affidabile e sicuro, con risultati sempre migliori e piu' prevedibili. Per il risultato a distanza tuttavia il tipo di tessuto del soggetto gioca un ruolo fondamentale. "La forza di gravità che agisce sul seno è direttamente proporzionale al peso del tessuto e della protesi ed espone il tessuto mammario e i legamenti a sollecitazioni meccaniche che ne comportano una progressiva deformazione". In pratica piu' le protesi sono pesanti e piu' i tessuti che le rivestono sono sottili e con scadenti caratteristiche di elasticità e sostegno piu' assisteremo ad un progressivo abbassamento del seno. Ora, la gravità non possiamo cambiarla, la qualità del tessuto dei pazienti nemmeno, e finora neanche il peso della protesi. Oggi esiste invece una protesi che a parità di volume pesa il 30% in meno. Cioè se posizioniamo una protesi di 300 cc, questa in realtà pesa quanto una di 210 cc. Questo grazie e particolari caratteristiche di costruzione per cui queste protesi contengono microsfere in borosilicato biocompatibile a altissimo grado di purezza che vengono inserite nel gel di silicone , coesivo,  in modo stabile dal punto di vista fisico-chimico. Queste protesi si chiamano B-Lite, esistono di varie forme anatomiche e rotonde consentendo un intervento "tailor-made" come ormai d'abitudine. Hanno richiesto oltre 10 anni di studi, sono la piu' grande innovazione recente in questo campo e sono da poco disponibili presso la mia struttura. Nel caso stiate pensando ad una masto additiva Vi invito a valutarle, toccarle, paragonarle con le altre protesi per poi prendere una decisione consapevole su quello che sarà l'elemento fondamentale dell'intervento cui intendete sottoporvi.


esthechoc – cambridge beauty chocolate

Pochi giorni fa sono stato contattato da esthechoc Italia per partecipare come Relatore alla conferenza stampa di presentazione del prodotto. Questa si è svolta il 14 Giugno 2016 con ottimo successo  per partecipazione  e curiosità per esthechoc…il cioccolato di bellezza! Si tratta di una barretta di cioccolato  di 38 kcalorie, che contiene Astaxantina ed Epicatechine del cacao, dal fortissimo potere antiossidante e in grado di migliorare il microcircolo. Ora, ero molto curioso di capire come il cioccolato potesse farmi diventare più bello, quindi ho studiato la composizione nel dettaglio, ho parlato con il collega russo Dott. Petayev che ha meso a punto il prodotto, e mi sono fatto un’idea. Al di là dell’evento commerciale, perfettamente organizzato,  il plus del prodotto consiste nella particolare modalità di veicolazione attraverso i processi di digestione e assorbimento , il cui risultato è una grande biodisponibilità dei costituenti  fondamentali a livello dei tessuti. Questo è un aspetto fondamentale, perché se il valore di Astaxantina ed Epicatechine del cacao è noto, la possibilità di farne arrivare quanto serve dove serve è strettamente legata alla “ costruzione” particolare di esthechoc, per cui quando mangio quella tavoletta di cioccolato io di fatto assumo qualcosa che mi fa bene. Sia a  livello clinico, poiché l’effetto anti-radicali liberi non è certo limitato al derma, sia a livello  estetico, perché questo stesso  effetto antiossidante e di stimolo del microcircolo si attua ANCHE a livello del derma. Quindi il fibroblasto lavora meglio con tutti i benefici che ciò comporta in termini di miglioramento di texture, luminosità, compattezza cutanea , ovviamente variabili in base al soggetto. Integratori ne ho visti molti, e di certo il contenuto di esthechoc è particolarmente significativo. E poi, anche se non facesse niente….è buono.


F – La mia idea per Nutrire, Rigenerare, Proteggere.

F Molte volte mi è stato chiesto quale fosse il prodotto topico più indicato. E la risposta è sempre stata quella di scegliere tra prodotti di buon livello, conscio che al di là del marketing, della confezione, della moda del momento, non ci fosse nessun prodotto in grado di fare realmente la differenza. Perché la pelle è una barriera difficile da superare. Perché ognuno di noi ha caratteristiche peculiari. E anche perché nella mia pratica clinica il miglior risultato possibile passa sempre per una visita attenta, per la più alta qualità dei materiali e per la massima personalizzazione del trattamento. F nasce con questo obiettivo, essere un trattamento che da certezza di risultato sia per la peculiarità e la qualità dei materiali sia per la possibilità di personalizzazione. Abbiamo valutato la qualità dei costituenti, abbiamo definito la quantità ottimale, abbiamo preteso che alcuni aspetti si potessero personalizzare. Da qui F, che possiamo definire come un vero e proprio trattamento curativo - topico - cosmeceutico domiciliare, che raggiunge tutti gli obiettivi che ci siamo posti: nutrire, rigenerare, proteggere. Nutrire-Rigenerare-Proteggere Questo è il presupposto alla base di F. Ogni trattamento della linea ha delle caratteristiche proprie definite, dei costituenti distintivi, degli obiettivi. Ma tutti hanno la prerogativa di penetrare in maniera efficace, di stimolare la rigenerazione tissutale, di ridurre lo stress cutaneo. La Personalizzazione Un aspetto importante di F è la possibilità di modificare la quantità di alcuni costituenti in base alla visita, alla stagione o in base alle proprie esigenze. Infatti è possibile per esempio inserire un fattore di protezione più alto per il periodo estivo, Esapeptite per ottenere un effetto di maggior distensione, più o meno Acido Ialuronico in base al tipo della cute, modificare la consistenza per chi preferisca una diversa corposità, inserire una profumazione o addirittura cambiare il colore. Ogni modifica può essere indicata da me in base alla visita o richiesta e discussa con me in base alle esigenze di ciascuno. I Fattori di Crescita La particolarità di F è quella di contenere - per alcuni trattamenti - Fattori di Crescita cellulari in grado di favorire la rigenerazione tissutale. I fattori di crescita sono proteine capaci di stimolare la proliferazione e la differenziazione cellulare. La loro funzione principale è quella di controllare il ciclo cellulare facendo entrare le cellule in fase di proliferazione, regolandone nel contempo la differenziazione e la maturazione. Esistono diversi fattori di crescita con differenti cellule-target. Solitamente questi prodotti sono di origine umana, pertanto non iniettabili. Nel nostro caso si tratta di peptidi - ottenuti con complessi procedimenti di biotecnologia - che mimano l’azione dei fattori di crescita e hanno la funzione di stimolare i fibroblasti, cellule presenti nel derma e deputate a produrre collagene ed elastica. Un trattamento a medio termine ha perciò efficacia assoluta ed evidente sulla qualità complessiva della pelle. Per informazioni contattate pure la Segreteria.


Trend in Medicina Estetica

Sono stato in questi ultimi giorni (Ottobre 2015) al Congresso organizzato a Milano da Agorà.  A fronte di una partecipazione sicuramente superiore rispetto agli ultimi eventi analoghi gli argomenti più dibattuti sono stati: -il trattamento con fili in PDO -novità in apparecchiature ad effetto termico per il face-contouring -filler, effetti  e  problematiche -medicina rigenerativa, quale metodica per il lipofilling Per quel che riguarda i fili in PDO si confermano i buoni risultati ottenuti, si evidenziano le prime complicanze seppur lievi dovute a mal posizionamento o a errata indicazione, si sottolinea la possibilità di effettuare trattamenti sinergici con altri prodotti. Le ultime radiofrequenze multipolari  , le apparecchiature  ad ultrasuoni focalizzati , la tecnologia mista con ultrasuoni, onde d'urto e transermico  consentono un miglioramento netto dei risultati rispetto a macchine più datate. Tuttavia la qualità di tali risultati va valutata nel tempo. Abbiamo visto dati significativi che, se confermati, potrebbero giustificare l’impiego di queste metodiche che hanno però attualmente un costo più elevato. Il mercato è assolutamente traboccante di prodotti di ottimo livello, ma i nuovi  filler con tecnologia Vycross di Allergan, o Yvoire di Lg, sono prodotti che permettono ottimi risultati a fronte di complicanze pressochè nulle in mani esperte. La Medicina Rigenerativa è oramai una realtà. Il Lipofilling, o impianto di tessuto adiposo, consente buoni risultati e il suo impiego è solo agli inizi. Esistono varie metodiche di trattamento del tessuto adiposo, e Lipogems  è tra questi quello che in questo momento vanta il background più affidabile e serio . Ma come detto siamo solo sulla soglia di uno spazio molto ampio.


MyLipolaser

In anni -oramai- di esperienza abbiamo potuto provare innumerevoli metodiche per il dimagramento settoriale e abbiamo testato infinite apparecchiature.  Nulla ha dato i risultati che  MyLipolaser consente , e in così breve tempo. Risultati tali da stupire onestamente anche me. L'effetto della specifica luce laser sul rilascio di trigliceridi dalla cellula adiposa si somma all'effetto termico indotto dal contatto dei pad sulla pelle. Otteniamo in questo modo lo svuotamento e il compattamento delle cellule adipose e il rassodamento della cute. Il trattamento viene completato da un massaggio endodermico (Starvac) al fine di favorire la veicolazione di quanto fuoriuscito dalle cellule e drenato nel torrente linfatico. Una blanda attività fisica, tipo una camminata di 20 min, magari iniziando a piedi il percorso verso casa, favorisce ulteriormente il raggiungimento del miglior risultato.


Nuove radiofrequenze per viso e corpo

Da molto tempo si parla di radiofrequenze per il ringiovanimento cutaneo di viso e corpo. Dal vecchio Thermage , “capostipite” di queste macchine, vi sono stati molti step evolutivi, talvolta senza reali benefici nell’esito finale poichè la preoccupazione - giusta- è stata in questi anni più quella di diminuire gli effetti indesiderati che non quella di migliorarne i risultati. Il concetto è quello di portare la temperatura del collegane del derma ad un valore opportuno per essere denaturato e quindi sostituito da collagene nuovo. Tuttavia la difficoltà è sempre stata quella di raggiungere la temperatura cotrretta, di non bruciare la cute nel frattempo, e dinon superare quella temperatura perché altrimenti non si otterrebbe la denaturazione del collagene ma la fibrosi, irreversibile. Oggi esistono ulteriori sviluppi per applicare questa metodica. La radiofrequenza tripolare, con emissione di potenza a picchi di alta potenza e tempo rapidissimo per non ledere la cute. E una nuova ,metodica con manipolo dotato di microaghi, con l’obiettivo di emettere la potenza proprio alla profondità che serve. I risultati di queste nuove radiofrequenze per viso e corpo sembrano promettenti, anche se fra qualche mese saremo più pecisi.


Biorivitalizzazione con fili in PDO

Da circa un anno si è diffusa la metodica della biorivitalizzazione con fili in PDO  che si aggiunge alle numerose tecniche di biorivitalizazione cutanea. Si tratta intanto di fili di polidiossanone , materiale riassorbibile, sono usati da diversi anni in diverse branche della chirurgia, specialmente in cardiochirurgia. Durante quest’anno sono diverse le case produttrici che hanno immesso sul mercato il proprio prodotto, e a tutt’oggi non ven’è uno che sia risultato migliore di altri. Il concetto è semplice: i fili vengono inseriti secondo modalità opportune con sottilissimo aghi ipodermici, normalmente creando una sorta di reticolo tridimensionale. La progressiva degradazione del materiale avviene per idrolisi in 6 mesi, durante i quali il filo funge da stimolo, inducendo la formazione di neocollagene di tipo I. Tale reticolo di neocollagene persisterà ulteriormente dopo la degradazione del filo, mantenedo i risultati a lungo. L’obiettivo è quello di ottenere un Soft-Lifting. Non parliamo certo dei risultati ottenibili con un intervento, tuttavia dove si renda necessaria una modica retrazione cutanea questo materiale da ottimi risultati, inducendo inoltre un miglioramento delle texture e della luminosità cutanea come per altri prodotti biorivitalizzanti di diversa applicazione. Tutte le aree con modesto cedimento come angolo mandibolare, zigomi, rughe profonde, mento, collo, sono indicazioni ideali per questo trattamento posto che non ci si aspetti il risultato del bisturi. Buoni risultati anche sul corpo, dove per interno coscia, addome, regione sottocostale e soprattutto area tricipitale delle braccia questa metodica consente risultai significativi. La procedura è indolore e molto veloce, pochi minuti e si rientra alle normali attendente. Non vi sono normalmente segni visibili.


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