Federico Fiori Chirurgia Plastica Estetica

Mastopessi e mastopessi periareolare

Quando il seno è ptosico, cioè “sceso” verso il basso l’intervento necessario a risollevare e riposizionare verso l’alto il volume della mammella si chiama MASTOPESSI.

Quando esista un eccesso di volume mammario, che può essere causato da varie condizioni per cui è necessaria una diagnostica accurata , e sussista la necessità di ridurlo per problematiche di tipo ortopedico (dolori alla schiena) o limitazioni funzionali, o anche per desiderio estetico derivante dalle difficoltà di convivere con seni troppo voluminosi l’intervento necessario è la Mastoplastica Riduttiva.

Esistono differenti livelli di ptosi – cioè di discesa- del volume mammario, spesso associati a svuotamento del seno soprattutto in chi ha allattato.

Differenti pertanto sono gli interventi idonei a ripristinare l’armonia della mammella, e strettamente personalizzata deve essere l’indicazione che deve seguire una accurata visita.

Per ciò che riguarda l’eccesso di volume mammario, previa diagnostica accurata, bisogna valutare le possibilità chirurgiche ed i desideri della Paziente, discutendo e decidendo la quantità di parenchima ghiandolare da rimuovere e l’esito in termini di volume con la ghiandola residua.

La cicatrice finale sarà uguale a quella della Mastopessi ed è perciò che questi argomenti vengono spiegati insieme.

1) Nel caso di ptosi mammaria con volume conservato l’intervento prevede la rimozione della cute in eccesso e il rimodellamento della ghiandola il cui volume viene riposizionato verso l’alto e fissato al muscolo pettorale.

L’incisione esiterà in una cicatrice a T rovesciata, e cioè presente a livello del solco sottomammario, tra solco e capezzolo e intorno al capezzolo. (foto)
Di fatto l’intervento consente un riposizionamento ottimale dei tessuti ghiandolari, e da un punto di vista estetico morfologico regala sempre un forte miglioramento. Da comprendere bene l’entità della cicatrice che sarà eventualmente migliorabile ma non rimovibile.
Questo tipo di incisione è il medesimo che si esegue per una Mastoplastica Riduttiva. La sola differenza è che in questo caso si asporta del volume mammario, in quantità simmetrica a seconda
delle necessità, a meno che non vi siano delle asimmetrie per cui è necessario rimuovere più ghiandola da un lato piuttosto che dall’altro. Una volta rimosso il volume in eccesso, la ghiandola restante viene riposizionata e fissata proprio come per una Mastopessi. L’esito cicatriziale, come detto, sarà il medesimo.
Per eseguire una Mastopessi esistono però tecniche differenti che non comprendono la branca orizzontale della T rovesciata, le tecniche a cosiddetta cicatrice verticale. Ogni caso va valutato
singolarmente per decidere la tecnica chirurgica opportuna.
Normalmente al termine dell’intervento si lasciano in sede 2 drenaggi, che verranno rimossi nella 1°-2° giornata postoperatoria. La rimozione dei punti avverrà in maniera sequenziale dopo 8, 10 e 13 giorni, a seconda della cicatrizzazione.

2) Nel caso di ptosi mammaria e svuotamento ghiandolare, molto frequente nelle donne che hanno allattato, spesso la sola Mastopessi risulta inefficace dal punto di vista estetico in quanto il volume della ghiandola residua non è sufficiente a creare la giusta armonia.

In questi casi alla Mastopessi bisogna aggiungere il posizionamento di una protesi, che ripristini i giusti volumi e ricrei quella morfologia che senza di essa non si potrebbe ottenere.
In alcuni casi, e non sono pochi, la discesa della ghiandola non è così significativa da richiedere una Mastopessi che, lo ricordiamo, comporta una cicatrice importante. Queste situazioni sono molto spesso correggibili con una MASTOPESSI PERIAREOLARE con posizionamento di protesi.
In pratica si posiziona una protesi non eccessivamente voluminosa ma tale da ottenere la giusta correzione di volume. Si esegue quindi l’escissione di un anello di cute intorno al capezzolo la cui sutura comporterà la risalita di quei pochi cm necessari. In questo caso la cicatrice risulterà posizionata solo intorno al capezzolo evitando la T rovesciata. Sarà una cicatrice inizialmente non molto bella, che però migliorerà nettamente con un po’ di pazienza e sarà eventualmente perfezionabile con un piccolo intervento in anestesia locale.
Da considerare quando l’alternativa sarebbe la Mastopessi con cicatrici ben più ampie.

Le possibili complicanze di queste procedure sono quelle di ogni intervento chirurgico.

-ematoma
-anomalie cicatriziali (ipertrofia, diastasi etc.)
-disestesie cicatriziali
-seroma

Tra queste da valutare bene la possibilità di cicatrizzazioni imperfette, che , data l’ampiezza delle cicatrici stesse,deve essere un elemento di riflessione quando si consideri di sottoporsi a questo intervento.

MASTOPESSI IN POCHI PASSI

Incisione: T rovesciata
Durata: 150 min
Anestesia: locale + sedazione
Degenza: ambulatoriale/1 gg

 

MASTOPESSI PERIAREOLARE CON PROTESI IN CINQUE PASSI

Incisione: periareolare
Durata: 70 min
Anestesia: locale + sedazione
Degenza: ambulatoriale

medico

Costo: da 5500€

Pre/Post

Testimonianze

  • La mia valutazione di un percorso personale e famigliare acquisito in una decina d’anni, è ottima ; sia per piccoli interventi chirurgici e trattamenti di medicina estetica.I consigli per approcciarsi alle terapie personalizzate , sono mirati e sicuri dell’efficacia che si andrà ad ottenere. il tutto risulta molto soddisfacente sia per sia per la qualità dei prodotti utilizzati per le terapie , sia a livello emotivo con affidabilità e tranquillità che tutti danno all’interno dello studio.L.S.
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