Tecnica TESAR: riparazione endoscopica sublay per via anteriore
La TESAR è una tecnica endoscopica che ripara diastasi ed ernie della linea mediana lavorando dietro i muscoli retti, attraverso piccoli accessi sovrapubici. La rete viene posizionata nello spazio retromuscolare, senza cicatrici visibili sull'addome. È indicata in casi selezionati e va valutata paziente per paziente.
Se stai leggendo queste righe probabilmente ti è stata proposta una riparazione della parete addominale e hai sentito nominare la TESAR. Voglio spiegartela con parole chiare, perché è una tecnica che ho ideato e che uso, e conosco bene sia i suoi vantaggi sia i suoi limiti.
TESAR è l'acronimo di Totally Endoscopic Sublay Anterior Repair. Sono tre concetti: totalmente endoscopica, con rete in posizione sublay, e con accesso anteriore. Vediamo cosa significano davvero per te che ti troverai sul tavolo operatorio.
Che cos'è la tecnica TESAR e come funziona
La TESAR serve a riparare i difetti della linea mediana dell'addome: la Diastasi dei Muscoli Retti, spesso associata a piccole ernie della Linea Alba o a ernie ombelicali. È una chirurgia mini-invasiva, condotta interamente con la telecamera.
L'idea di fondo è lavorare nello spazio che sta dietro i Muscoli Retti, chiamato spazio retromuscolare, arrivandoci da sopra, cioè dallo spazio prefasciale. Si posiziona una rete al di sopra del piano posteriore che resta chiuso , poi si ricostruisce la Linea Alba avvicinando i due muscoli al di sopra della mesh. Senza entrare , se non necessario, nella cavità addominale vera e propria.
La differenza rispetto ad altre tecniche endoscopiche con rete retromuscolare è la via di accesso. Nella TESAR arriviamo allo spazio retromuscolare da sopra. Da qui l'aggettivo 'anteriore' nel nome.
Dove si trovano gli accessi e perché sono sovrapubici
Una domanda che i Pazienti mi fanno spesso è: dove avrò le cicatrici? Nella TESAR gli accessi sono tre piccole incisioni collocate in basso, sopra il pube, nella zona coperta dalla biancheria intima.

Questa scelta non è casuale. Entrando dal basso, evito di lasciare segni sulla parte visibile dell'addome e sfrutto un piano anatomico che tende a essere più facile da sviluppare partendo dalla zona sovrapubica.
Per te questo significa cicatrici piccole e in una posizione discreta. È un vantaggio estetico reale, ma tengo a precisare che l'obiettivo primario resta funzionale: ricostruire una parete solida, non fare chirurgia estetica.
Che cos'è lo spazio retromuscolare e perché lo uso
Partiamo da un concetto anatomico. I Muscoli Retti sono avvolti da una guaina. Dietro il muscolo, tra il muscolo stesso e il foglietto posteriore della guaina, esiste uno spazio che si può scollare: è lo spazio retromuscolare.

Posizionare la rete qui, in quello che chiamiamo piano sublay, ha un razionale preciso. La rete viene compressa tra il muscolo e la parete posteriore, e la pressione stessa endoaddominale e muscolare dell'addome tende a tenerla in sede.
In questo modo la protesi non entra in contatto diretto con l'intestino, come invece accade in alcune tecniche intraperitoneali. Nella mia esperienza questo è uno degli aspetti che rende il piano retromuscolare preferibile dal punto di vista della tollerabilità della rete.
Va detto con onestà: sviluppare questo spazio richiede tecnica e curva di apprendimento. Non è una procedura banale e non tutti i chirurghi la eseguono per via endoscopica.
Quando la TESAR è indicata e quando non lo è
Cerchiamo di capire chi può trarne beneficio. La TESAR è pensata per Ernie Inisionali in Pazienti plurioperati, in cui non accedere alla cavità puo' essere favorevole, e per Diastasi dei Muscoli Retti, con o senza ernie di piccole e medie dimensioni sulla linea mediana.

Tendenzialmente propongo questa tecnica quando il difetto è centrale, quando la muscolatura è recuperabile e quando il Paziente desidera un approccio mini-invasivo con cicatrici discrete. Ma ogni caso va valutato singolarmente.
Ci sono situazioni in cui la TESAR non è la scelta migliore. Le elenco, poi le commento:
- Ernie molto grandi o con perdita di dominio, dove servono tecniche di parete più estese
- Diastasi accompagnate da un importante eccesso di pelle, dove può essere più sensato un intervento combinato
- Condizioni cliniche generali che sconsigliano una chirurgia in anestesia generale prolungata
Sul secondo punto voglio essere chiaro. Se hai molta pelle in eccesso, per esempio dopo gravidanze o dopo un forte dimagrimento, la TESAR corregge il piano muscolare ma non toglie la cute. In quei casi discutiamo insieme se ha senso associare o preferire un'addominoplastica.
Come si svolge l'intervento, in pratica
L'intervento si esegue in anestesia generale. Dopo aver praticato i piccoli accessi sovrapubici, sviluppo con la telecamera lo spazio retromuscolare, risalendo lungo la mediana.
Una volta creato lo spazio di lavoro, incidiamo il margine mediale della guaina anteriore dei muscoli retti, creiamo lo spazio retromuscolaare, spesso ricarichiamo i muscoli trasversi plicando la fascia posteriore, posizioniamo la rete nello spazio retromuscolare e avviciniamo i due Muscoli Retti ricostruendo la Linea Alba con una sutura.
Quali sono i tempi di recupero
Questa è la domanda più concreta, e ti rispondo senza abbellire. L'intervento non è una passeggiata: è comunque una chirurgia della parete addominale e il decorso richiede pazienza.
In genere la degenza è breve, spesso di una o due notti, ma dipende dal singolo caso. Nei primi giorni è normale avvertire dolore e tensione, soprattutto quando ci si muove, si tossisce o ci si alza dal letto.
Tendenzialmente consiglio di indossare una guaina contenitiva per alcune settimane e di evitare sforzi e sollevamento di pesi per un periodo che va concordato. Il ritorno alle attività leggere avviene di solito nel giro di qualche giorno, quello all'attività fisica intensa richiede settimane.
Ci tengo a dirti una cosa: i tempi che ti indico sono orientativi. Il recupero è individuale e dipende dal difetto trattato, dal tuo lavoro, dalla tua forma fisica di partenza. Ne parliamo caso per caso in visita.
Rischi e limiti che è giusto conoscere
Nessuna tecnica è priva di rischi. Come ogni chirurgia possono verificarsi complicanze legate alla ferita, raccolte di liquido nello spazio scollato, dolore prolungato o, più raramente, problemi legati alla rete.
Esiste inoltre, come in ogni riparazione, la possibilità di una recidiva nel tempo. La rete riduce questo rischio ma non lo azzera.
La TESAR, essendo una tecnica endoscopica avanzata, richiede un chirurgo con esperienza specifica in questo piano. Non tutti i centri la eseguono, e questo è un elemento di cui è legittimo che tu tenga conto.
Come scegliere tra TESAR e altre tecniche
Non esiste una tecnica migliore in assoluto: esiste la tecnica più adatta a te. La TESAR è una delle possibilità, accanto alla chirurgia aperta tradizionale, alle tecniche mininvasive ad approccio posteriore e agli interventi combinati con l'addominoplastica.
Quando valuto un Paziente considero la dimensione del difetto, la qualità dei tessuti, la presenza di pelle in eccesso, le aspettative e le condizioni generali. Solo dopo aver messo insieme questi elementi ti propongo una strada, spiegandoti perché.
In visita ti invito a chiedere sempre quali alternative esistono al tuo caso e per quale ragione una viene preferita all'altra. È il tuo diritto capire, e il mio compito spiegartelo con chiarezza.
Se hai una Diastasi o un'ernia della linea mediana e vuoi capire se la TESAR sia adatta alla tua situazione, il passo giusto è una visita. Potremo esaminare insieme la tua Parete Addominale, valutare le alternative e decidere con calma, senza forzature, quale sia la scelta più sensata per te.
Domande frequenti
- La TESAR lascia cicatrici visibili sull'addome?
- No, gli accessi sono tre piccole incisioni collocate in regione sovrapubica, sopra il pube, nella zona coperta dalla biancheria intima. Questo permette di evitare segni sulla parte visibile dell'addome. È un vantaggio estetico reale, ma ricorda che l'obiettivo principale della TESAR resta funzionale: ricostruire una parete solida, non fare chirurgia estetica.
- La TESAR toglie anche la pelle in eccesso?
- No. La TESAR corregge il piano muscolare, avvicinando i Muscoli Retti e rinforzando con una rete, ma non rimuove la cute. Se hai un importante eccesso di pelle, per esempio dopo gravidanze o dopo un forte dimagrimento, va valutato insieme se sia più sensato un intervento combinato o un'addominoplastica. Ne parliamo in visita, caso per caso.
- Quanto dura il recupero dopo una TESAR?
- La degenza è in genere breve, spesso una o due notti. Nei primi giorni sono normali dolore e tensione con il movimento. Tendenzialmente si torna alle attività leggere in pochi giorni, mentre per lo sport intenso e gli sforzi servono settimane. I tempi però sono orientativi e dipendono dal difetto trattato, dal lavoro e dalla forma fisica di partenza.
- La TESAR va bene per tutte le ernie e diastasi?
- No. È indicata soprattutto per Diastasi dei Muscoli Retti con ernie di piccole e medie dimensioni sulla linea mediana. Non è la scelta migliore per ernie molto grandi, per difetti con perdita di dominio, per un importante eccesso di pelle o per reinterventi complessi con aderenze estese. Ogni caso va valutato singolarmente prima di proporre questa tecnica.
- La rete posizionata con la TESAR entra in contatto con l'intestino?
- No. Nella TESAR la rete viene collocata nello spazio retromuscolare, dietro i Muscoli Retti e davanti al foglietto posteriore della guaina. Questo piano, detto sublay, tiene la protesi separata dalla cavità addominale e quindi lontana dall'intestino, a differenza di alcune tecniche intraperitoneali. È uno degli aspetti che rende interessante questo posizionamento dal punto di vista della tollerabilità.
Pubblicato il: 2026-08-18 · Contenuto a cura del Dott. Federico Fiori