MILA: quando la retrazione della cute può evitare una cicatrice lunga

La MILA unisce liposuzione, riparazione mininvasiva della parete e retrazione della cute con dispositivi a effetto termico. Serve quando la diastasi è moderata e l'eccesso di cute è contenuto: in quel caso la cute può ritrarsi e la cicatrice trasversale dell'addominoplastica si può evitare. Quando l'eccesso di cute è reale e importante, invece, nessuna tecnologia sostituisce la resezione.

Il problema non è la tecnica, è la cute

Quando una paziente arriva in visita con una diastasi dei retti, la domanda tecnica su quale tecnica usare viene dopo. Prima guardo tre cose: quanto è ampio il difetto della parete, quanto grasso c'è nel sottocute e — soprattutto — in che condizioni è la cute. Da questa terza risposta dipende quasi tutto, perché è la cute a decidere se la cicatrice trasversale dell'addominoplastica si può evitare oppure no.

La MILA nasce esattamente per la zona intermedia: cute non perfetta ma non davvero in eccesso, un po' di adipe da rimuovere, un difetto della parete di dimensioni contenute.

Che cosa aggiunge la MILA a una riparazione mininvasiva

Una riparazione mininvasiva della parete, da sola, risolve la funzione ma non tocca la forma. La MILA aggiunge due gesti che appartengono alla chirurgia plastica: la liposuzione, che rimuove il grasso in eccesso e prepara lo spazio di lavoro, e la retrazione della cute con dispositivi a effetto termico, che stimola il rimodellamento del collagene e recupera il rilasciamento moderato.

Le incisioni sono le stesse per tutte e tre le fasi: tre accessi soprapubici di pochi millimetri. Non c'è nessuna cicatrice aggiuntiva rispetto alla riparazione endoscopica.

Come si esegue la MILA, passo per passo

Quello che la MILA non può fare

È la parte che dico sempre in prima visita, prima di parlare di risultati. Quando la cute è davvero in eccesso — con smagliature diffuse, un grembiule adiposo, esiti di più gravidanze — nessuna tecnologia di retrazione può sostituire una resezione. In questi casi l'approccio aperto resta quello che dà il risultato morfologico migliore, e proporre una procedura mininvasiva significherebbe promettere un risultato che non arriverà.

Il legame con la tecnica TESAR

Nella descrizione originale la MILA prevede una semplice plicatura anteriore con eventuale rete davanti alla fascia. Nella mia pratica la riparazione della parete può essere qualsiasi tecnica mininvasiva, compresa la TESAR, che colloca la protesi dietro il muscolo retto senza mai entrare nella cavità addominale. I dispositivi per la retrazione dei tessuti si possono associare a qualunque tecnica chirurgica: è per questo che considero la MILA un'associazione di gesti, non una tecnica a sé.

La tecnica TESAR nel dettaglio

Come si decide, in concreto

La prima visita serve a collocare il caso in una delle tre situazioni possibili: difetto funzionale senza eccesso di tessuti, dove basta la riparazione mininvasiva; eccesso vero di cute e grasso, dove la riparazione va pianificata insieme alla plastica; zona intermedia, dove la MILA può evitare una cicatrice lunga. Non è una scelta di catalogo: è una decisione clinica che cambia da persona a persona.

L'approccio morfo-funzionale alla parete addominale

Domande frequenti

La MILA lascia cicatrici?
Restano i tre piccoli accessi soprapubici usati per la liposuzione, per l'endoscopia e per i dispositivi di retrazione: nessuna cicatrice trasversale come nell'addominoplastica.
La retrazione della cute funziona sempre?
Funziona sul rilasciamento moderato e in presenza di una cute di buona qualità. Non sostituisce la resezione quando l'eccesso di cute è reale: in quel caso il risultato sarebbe deludente e l'indicazione corretta è un'altra.
Si può associare alla riparazione di un'ernia ombelicale?
Sì, ed è una situazione frequente: la diastasi si accompagna spesso a una piccola ernia ombelicale. La rete viene usata in funzione della presenza e delle dimensioni dell'ernia.

Pubblicato il: 2026-08-17 · Contenuto a cura del Dott. Federico Fiori

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