La Tecnica TESAR per Ernie Ventrali, Laparoceli e Diastasi dei Retti
La TESAR — Totally Endoscopic Sublay Anterior Repair — è una tecnica indicata per la riparazione della diastasi dei retti e delle ernie della linea mediana primitive e secondarie (laparoceli) per via endoscopica, e prevede il posizionamento della rete nel piano retromuscolare. L'accesso è anteriore e la cavità addominale non viene mai aperta: la parete si ricostruisce lavorando fra i suoi strati.
| Acronimo | Totally Endoscopic Sublay Anterior Repair |
|---|---|
| Accesso | Anteriore, endoscopico, extraperitoneale |
| Posizione della rete | Retromuscolare (sublay) |
| Indicazioni | Ernie ventrali e incisionali della linea mediana, diastasi dei retti |
| Prima pubblicazione | J Laparoendosc Adv Surg Tech, 2019 |
Che cosa significa TESAR?
TESAR è l'acronimo di Totally Endoscopic Sublay Anterior Repair: riparazione totalmente endoscopica, con rete in posizione sublay, per via anteriore. Ogni parola dell'acronimo descrive una scelta tecnica precisa: l'intervento è endoscopico, la rete è collocata dietro il muscolo, e la via di accesso è quella anteriore.
Dopo i primi interventi eseguiti nel 2018, l'ho pubblicata nel 2019 sul Journal of Laparoendoscopic & Advanced Surgical Techniques. Dal 2024 è inclusa, insieme alle altre tecniche endoscopiche extraperitoneali, nella classificazione proposta in una revisione sistematica pubblicata su Hernia.
Come si esegue l'intervento?
La sequenza operatoria è la seguente:

- accesso soprapubico, attraverso incisioni di piccole dimensioni;
- dissezione endoscopica preaponeurotica, cioè al di sopra dell'aponeurosi, per creare lo spazio di lavoro;
- incisione dei margini mediali delle guaine anteriori dei muscoli retti;
- posizionamento della rete sintetica in sede retromuscolare, dietro il muscolo retto;
- chiusura delle guaine sopra la rete, che ricostituisce la continuità della linea mediana.
Tutto il lavoro avviene fuori dalla cavità addominale: l'intervento è extraperitoneale. Ne consegue un dato tecnico rilevante — la rete non viene a contatto con i visceri.

A questi passaggi se ne aggiungono altri, che non servono a chiudere il difetto ma a restituire alla parete la sua capacità di lavorare:
- il piano posteriore può essere plicato per aumentare la tensione dei muscoli trasversi, che nella diastasi hanno perso il proprio carico e che di fatto vengono ritensionati;
- quando indicato si agisce sui muscoli obliqui per ridurre la circonferenza del core addominale;
- una plicatura trasversale all'altezza dell'ombelico compensa, se necessario, il rilasciamento in senso verticale della fascia.
Sono gesti che riguardano la funzione. La correzione della forma, in questa tecnica come in tutte le tecniche mininvasive, non è un obiettivo prioritario: il miglioramento della forma è la conseguenza del ripristino corretto della funzione.
In cosa si distingue dagli altri approcci anteriori?
Le tecniche endoscopiche che lavorano per via anteriore, storicamente, collocano la rete in posizione onlay, cioè sopra l'aponeurosi. Le tecniche che collocano la rete in posizione retromuscolare, invece, lo fanno di regola per via posteriore.
TESAR unisce le due cose: via anteriore e rete retromuscolare. È il punto tecnico che la distingue, e la ragione per cui nella revisione sistematica del 2024 sugli approcci extraperitoneali è l'unica tecnica anteriore classificata con rete in posizione sublay (Hernia 2024 — DOI 10.1007/s10029-024-03144-3).


Quali risultati ha dato nel tempo?
Gli esiti a lungo termine dei primi 120 interventi consecutivi sono stati pubblicati su Hernia nel 2026, con un follow-up mediano di 31 mesi e osservazioni fino a 81 mesi; 22 pazienti hanno superato i cinque anni di controllo. Nella casistica sono stati inclusi soltanto i pazienti con follow-up verificato da noi, con visita clinica o documentazione strumentale: chi non si è presentato al controllo è stato escluso dall'analisi, pur non avendo segnalato alcun problema. La casistica comprende 83 diastasi associate a ernia ombelicale, 39 laparoceli e 15 altre ernie ventrali primitive; il 45,8% dei pazienti era già stato operato all'addome.
Non si sono verificate complicanze intraoperatorie. La morbilità postoperatoria complessiva è stata del 6,7%: sei sieromi (5%), nessuno dei quali ha richiesto un reintervento, e due ematomi (1,6%), di cui uno ha richiesto una revisione. Non si sono registrate infezioni del sito chirurgico e non è stata rilevata alcuna recidiva clinica nel periodo di osservazione. La degenza mediana è stata di tre giorni.
Sul piano funzionale il punteggio EuraHS-QoL — lo strumento che misura la qualità di vita specifica per la chirurgia della parete addominale — è passato da una mediana di 57 prima dell'intervento a 0 a dodici mesi, sui 104 pazienti valutati. Un punteggio più basso indica una condizione migliore: a un anno i pazienti riferivano l'assenza dei disturbi che avevano prima. Il dominio del dolore è passato da 17 a 0, quello delle limitazioni nelle attività da 26 a 0, quello estetico da 14 a 0; la Carolinas Comfort Scale da 35,5 a 0. (Hernia 2026;30:305 — DOI 10.1007/s10029-026-03808-2 · PMID 42536212)
La gestione dello spazio morto
La complicanza più frequente di tutte le tecniche che comportano uno scollamento sottocutaneo è il sieroma, la raccolta di liquido nello spazio creato durante l'intervento. Dal 26 aprile 2023 la tecnica prevede una modifica specifica per prevenirlo: una sutura a tensione progressiva che ancora il tessuto sottocutaneo alla fascia lungo la linea mediana, annullando quello spazio e distribuendo la tensione. L'effetto è stato misurato confrontando i pazienti operati prima e dopo la sua introduzione: i sieromi clinicamente rilevanti sono passati da sei su settantacinque a nessuno su quarantacinque.
Per quali condizioni è indicata?
- ernie ventrali della linea mediana, comprese le ernie ombelicali ed epigastriche;
- laparoceli (ernie incisionali) su cicatrice mediana;
- diastasi dei muscoli retti, isolata o associata a un difetto erniario;
- situazioni in cui la ricostruzione della linea alba è parte dell'obiettivo, non un effetto collaterale.
Quando non è la scelta giusta?
Una tecnica è utile quanto lo sono i suoi limiti dichiarati. TESAR non è la risposta adatta quando:
- l'eccesso di cute e di tessuto adiposo è tale da richiedere un rimodellamento chirurgico dei tessuti molli, che va pianificato insieme alla riparazione: in questi casi nessuna tecnica mininvasiva è indicata;
- il difetto è molto ampio o comporta una perdita di sostanza che richiede tecniche di separazione dei piani;
- esistono particolari condizioni locali o generali che rendono preferibile un altro approccio, mininvasivo oppure open, per esempio in presenza di comorbidità;
- la valutazione clinica conclude che non serve alcun intervento: anche questa è un'indicazione, e va detta con la stessa chiarezza delle altre.
Come si inserisce nell'approccio morfo-funzionale?
TESAR è uno strumento tecnico. Serve quando il problema che abbiamo davanti coincide con quello che questa tecnica risolve bene: un difetto della linea mediana in cui la struttura va ricostruita e la rete va messa dietro il muscolo. Quando il quadro è diverso — perché la componente morfologica ha maggiore rilevanza e non è gestibile con una procedura mininvasiva, o perché il difetto è di altra natura — la scelta corretta deve essere un'altra.
È la stessa logica descritta nella pagina dedicata all'approccio morfo-funzionale: prima la domanda giusta, poi la tecnica.
Dove è stata pubblicata e discussa?
Pubblicazioni selezionate
- Totally Endoscopic Sublay Anterior Repair for Ventral and Incisional Hernias. Journal of Laparoendoscopic & Advanced Surgical Techniques, 2019. PMID 30807248 · DOI 10.1089/lap.2018.0807 Prima descrizione della tecnica TESAR.
- Surgical treatment of diastasis recti: the importance of an overall view of the problem. Hernia, 2021. DOI 10.1007/s10029-020-02252-0 Esiti funzionali e morfologici valutati con lo strumento EuraHS-QoL.
- Laparoendoscopic extraperitoneal surgical techniques for ventral hernias and diastasis recti repair: a systematic review. Hernia, 2024. PMID 39312025 · DOI 10.1007/s10029-024-03144-3 Classificazione degli approcci extraperitoneali anteriori e posteriori.
- Totally Endoscopic Sublay Anterior Repair (TESAR) for diastasis recti, primary and incisional ventral hernias: long-term clinical outcomes and quality of life. Hernia 2026;30(1):305, 2026. PMID 42536212 · PMCID PMC13427856 · DOI 10.1007/s10029-026-03808-2 Esiti clinici a lungo termine e qualità di vita dopo TESAR, studio osservazionale.
Elenco parziale, in aggiornamento. Ogni riferimento è verificabile tramite PubMed o DOI.
Relazioni e docenza
- Relatore ai congressi della European Hernia Society (EHS)
- Relatore ai congressi dell'Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani (ACOI)
- Live surgery e docenza per la Scuola Nazionale SIC-ISHAWS di chirurgia della parete addominale
- Relazioni a corsi e congressi nazionali e internazionali su parete addominale e chirurgia mininvasiva
- Incontri di divulgazione rivolti a pazienti e professionisti della salute
Glossario degli acronimi della chirurgia mininvasiva di parete
MILA: la lipoabdominoplastica mininvasiva
Domande frequenti sulla tecnica TESAR
- Che cos'è la tecnica TESAR?
- TESAR (Totally Endoscopic Sublay Anterior Repair) è una tecnica endoscopica extraperitoneale per ernie ventrali e incisionali e per la diastasi dei retti: accesso anteriore, rete posizionata in sede retromuscolare, nessun ingresso nella cavità addominale.
- Chi ha sviluppato la tecnica TESAR?
- È stata sviluppata e descritta dal Dott. Federico Fiori, che ne ha pubblicato la prima descrizione nel 2019 sul Journal of Laparoendoscopic & Advanced Surgical Techniques.
- In che cosa TESAR differisce dalle altre tecniche endoscopiche anteriori?
- Le altre tecniche anteriori collocano di norma la rete sopra l'aponeurosi (onlay). TESAR mantiene l'accesso anteriore ma posiziona la rete dietro il muscolo retto (sublay).
- TESAR serve anche per la diastasi dei retti?
- Sì: è indicata per la diastasi dei muscoli retti, isolata o associata a un'ernia della linea mediana, quando l'obiettivo comprende la ricostruzione della linea alba.
- La rete entra in contatto con l'intestino?
- No. L'intervento è extraperitoneale: la rete viene posizionata dietro il muscolo retto e non entra in contatto con i visceri.
- TESAR è sempre la tecnica migliore?
- No. È uno strumento tra altri. Difetti molto ampi, perdite di sostanza o un eccesso importante di cute e tessuto adiposo richiedono soluzioni diverse, da pianificare in fase di valutazione.
- Quanto dura il ricovero?
- Nella casistica pubblicata dei primi 120 interventi la degenza mediana è stata di tre giorni, con un intervallo da due a dieci. I tempi di ripresa delle attività quotidiane e sportive si definiscono caso per caso, in base al difetto trattato e ai gesti ricostruttivi eseguiti.
- Qual è il rischio di recidiva?
- Nel follow-up pubblicato — mediana di 31 mesi, con 22 pazienti oltre i cinque anni — non è stata rilevata alcuna recidiva clinica sui primi 120 interventi consecutivi, che sono quelli con controllo verificato da noi.
Ultimo aggiornamento: 2026-08-20 · Contenuto a cura del Dott. Federico Fiori