Che cosa succede davvero durante un intervento TESAR
Durante un intervento TESAR opero il difetto della parete addominale per via completamente endoscopica, creando uno spazio dietro il muscolo dove posiziono una rete. L'anestesia è generale, le incisioni sono piccole, la durata media è di una o due ore e il ricovero spesso breve.
Che cos'è la TESAR in poche parole
TESAR è l'acronimo di Totally Endoscopic Sublay Anterior Repair, una tecnica che ho sviluppato per riparare i difetti della parete addominale, come ernie e laparoceli.
L'obiettivo è collocare una rete di rinforzo nello spazio "sublay", cioè dietro il muscolo retto ma davanti al peritoneo, senza aprire l'addome con una grande incisione.
Tutto avviene attraverso pochi piccoli accessi e con l'aiuto di una telecamera. Questo è ciò che rende l'intervento mininvasivo dal punto di vista del paziente.
Come mi preparo insieme a lei prima dell'intervento
Prima di fissare una data valuto il difetto con la visita e, quando serve, con un'ecografia o una TAC. Non tutti i difetti sono adatti alla TESAR e questo lo diciamo con chiarezza.
Nei giorni precedenti riceve indicazioni sul digiuno, sui farmaci da sospendere o continuare e sugli esami preoperatori. L'anestesista la visita per confermare l'idoneità all'anestesia generale.
Il giorno dell'intervento arriva a digiuno. In reparto controlliamo i documenti, il consenso informato e segniamo la sede da operare.
L'ingresso in sala operatoria e l'anestesia
In sala operatoria le viene applicato un accesso venoso e i sensori per monitorare battito, pressione e ossigenazione. L'ambiente è freddo e luminoso: è normale.
L'anestesia è generale. Dopo l'induzione lei dorme e non percepisce nulla per tutta la durata dell'intervento.
Mentre lei è addormentato posiziono il corpo, disinfetto la pelle e preparo i teli sterili. Solo a questo punto comincio.
Le fasi dell'intervento passo per passo
Descrivo qui la sequenza che seguo, così può capire cosa accade mentre lei dorme.
1. Le piccole incisioni e la creazione dello spazio
Pratico piccoli accessi, in genere di pochi millimetri, attraverso i quali introduco la telecamera e gli strumenti. Non c'è un'unica grande ferita.
Con delicatezza creo uno spazio di lavoro dietro il muscolo. Questo passaggio è il cuore della tecnica sublay per via endoscopica.
2. La riparazione del difetto
Individuo i margini dell'ernia o del laparocele e li avvicino, ricostruendo la linea mediana della parete quando è possibile.
Questa fase restituisce alla parete addominale una geometria più vicina a quella naturale, non solo una "chiusura" del buco.
3. Il posizionamento della rete
Colloco la rete di rinforzo nello spazio sublay che ho preparato. La rete distribuisce le forze e riduce il rischio di recidiva nel tempo.
La posizione dietro il muscolo protegge la rete e la mantiene lontana dai visceri.
4. Il controllo e la chiusura
Prima di terminare controllo che non vi siano sanguinamenti e che la rete sia distesa correttamente. Poi rimuovo gli strumenti e faccio uscire il gas usato per creare lo spazio.
Chiudo i piccoli accessi con punti che nella maggior parte dei casi sono riassorbibili. Le ferite sono contenute.
Quanto dura e cosa uso durante l'intervento
La durata dipende dalla dimensione e dalla complessità del difetto. In media si tratta di una o due ore, ma non è una regola fissa.
Gli elementi principali dell'intervento sono:
- Anestesia generale con monitoraggio continuo
- Telecamera endoscopica e strumenti dedicati
- Gas per creare e mantenere lo spazio di lavoro
- Una rete di rinforzo posizionata in sede sublay
- Piccoli accessi al posto di una grande incisione
Il risveglio e le prime ore dopo l'intervento
Al termine la portano in una zona di risveglio dove il personale controlla i suoi parametri mentre l'effetto dell'anestesia svanisce. Può sentirsi confuso o assonnato: è transitorio.
Il dolore è generalmente gestibile con i farmaci previsti. Molti pazienti riferiscono un fastidio più che un dolore intenso, ma la percezione è individuale.
In assenza di complicazioni il ricovero è spesso breve. In alcuni casi selezionati è possibile una dimissione in giornata, ma questo lo decido in base alla sua situazione.
La convalescenza nei giorni successivi
Nei primi giorni consiglio di muoversi con gradualità. Il movimento leggero aiuta, mentre gli sforzi importanti vanno evitati per il periodo che le indico.
Le fornisco istruzioni scritte su medicazioni, attività e segnali a cui prestare attenzione. La ripresa completa richiede alcune settimane e dipende dal lavoro e dal difetto trattato.
I controlli postoperatori servono a verificare la guarigione delle ferite e la corretta integrazione della rete.
Limiti e alternative da conoscere
La TESAR non è adatta a tutti. Difetti molto grandi, aderenze complesse o interventi precedenti possono renderla non indicata.
Esistono alternative valide, dalla chirurgia laparoscopica classica a quella aperta, ciascuna con vantaggi e limiti. La scelta migliore dipende dal singolo caso, non da una preferenza di principio.
Come ogni intervento chirurgico, anche la TESAR comporta rischi, tra cui sanguinamento, infezione, raccolte di liquido e recidiva. Ne parliamo apertamente prima di decidere.
Se sta valutando un intervento per un'ernia o un laparocele, la invito a un consulto in cui esaminiamo insieme la sua situazione, senza fretta. L'obiettivo è capire se la TESAR è appropriata per lei o se un'altra tecnica risponde meglio alle sue necessità.
Domande frequenti
- L'intervento TESAR è doloroso?
- Durante l'intervento lei dorme grazie all'anestesia generale e non percepisce nulla. Dopo il risveglio è normale avvertire un fastidio nella zona operata, generalmente controllabile con i farmaci previsti. Molti pazienti descrivono più un indolenzimento che un dolore intenso, ma la percezione varia da persona a persona e dalle dimensioni del difetto trattato.
- Quanto dura il ricovero dopo una TESAR?
- Il ricovero è spesso breve. In assenza di complicazioni molti pazienti restano una notte, e in casi selezionati è possibile una dimissione in giornata. La decisione dipende dal tipo di difetto, dall'andamento del risveglio e dalle sue condizioni generali. Fornisco sempre indicazioni personalizzate prima e dopo l'intervento.
- Quando potrò tornare alle attività normali?
- Le attività leggere riprendono in genere entro pochi giorni, con movimenti graduali. Gli sforzi importanti e il lavoro fisico pesante vanno evitati per alcune settimane, secondo le indicazioni che le do in base al difetto trattato e al tipo di attività che svolge. La ripresa completa è progressiva e va rispettata.
- La rete resta nel corpo per sempre?
- Sì, la rete di rinforzo è pensata per rimanere in sede in modo permanente. Nel tempo si integra con i tessuti della parete addominale e contribuisce a distribuire le forze, riducendo il rischio di recidiva. Nella TESAR viene posizionata dietro il muscolo, in una posizione protetta e lontana dai visceri.
- La TESAR va bene per qualsiasi ernia?
- No. La TESAR è indicata per specifici difetti della parete addominale, ma non per tutti. Difetti molto ampi, aderenze complesse o precedenti interventi possono renderla non appropriata. In questi casi esistono alternative valide, laparoscopiche o aperte. La scelta si basa sulla valutazione del singolo caso durante la visita e con gli esami necessari.
Pubblicato il: 2026-08-10 · Contenuto a cura del Dott. Federico Fiori