MILA: che cos'è la lipoabdominoplastica mininvasiva

MILA è l'acronimo di Minimally Invasive LipoAbdominoplasty. È una nuova tecnica? No, è una tattica chirurgica, sistematizzata nel 2024 da Christiano Claus e Ezequiel Palmisano, che unisce in un'unica seduta tre gesti ben noti: la liposuzione, la plicatura endoscopica della diastasi nel piano preaponeurotico e la retrazione della cute con dispositivi a energia. L'obiettivo è ottenere un risultato che si avvicini a quello di un'addominoplastica senza la cicatrice lunga dell'addominoplastica classica, in pazienti selezionati e con difetti di dimensioni contenute.

Che cos'è MILA?

MILA non è una nuova via di accesso alla parete, né una nuova tecnica: è una tattica, cioè il modo di combinare procedure già note in un'unica strategia. Alla plicatura endoscopica della diastasi per via preaponeurotica — la stessa che in letteratura compare con i nomi SCOLA, REPA ed EPAR — vengono associate due fasi che appartengono alla chirurgia plastica: la liposuzione e la retrazione della cute con dispositivi a energia. Il razionale dichiarato dagli autori attesta una verità nota e ben conosciuta: la sola plicatura endoscopica funziona bene nei pazienti senza eccesso di cute e di grasso, che sono una minoranza; aggiungendo le altre due fasi la platea di pazienti trattabili si allarga.

Il nome mette insieme le tre parole che descrivono l'intento: lipo, cioè la rimozione del grasso; abdomino, cioè la correzione della parete; plasty, cioè il rimodellamento. Mininvasiva, perché tutto passa da tre piccole incisioni soprapubiche, per via laparoscopica o robotica, invece della cicatrice trasversale dell'addominoplastica.

Schema degli accessi soprapubici della MILA e dell'area di scollamento preaponeurotico dal pube allo xifoide, con scollamento laterale limitato
Tre accessi soprapubici, area di lavoro preaponeurotica, scollamento laterale contenuto

Quali sono le tre fasi?

Le tre fasi sono consecutive e, secondo gli autori, sinergiche: ognuna rende più semplice la successiva e utilizza le stesse incisioni.

Le tre fasi della MILA: liposuzione del sottocute, plicatura endoscopica della diastasi nel piano preaponeurotico, retrazione cutanea con dispositivo a energia
Liposuzione · plicatura endoscopica · retrazione cutanea

Chi l'ha descritta e dove?

La sistematizzazione della tattica MILA è stata pubblicata nel 2024 sulla Revista do Colégio Brasileiro de Cirurgiões da Christiano Marlo Paggi Claus con Guillermo Di-Biasio, Raidel Deucher Ribeiro, Marco Aurelio Faria Correa, Bruno Pagnoncelli ed Ezequiel Palmisano (Rev Col Bras Cir 2024;51:e20243692). Il principio della chirurgia sottocutanea videoendoscopica è però molto più antico: risale a Marco Faria Correa, che lo descrisse su Plastic and Reconstructive Surgery nel 1995. Un aggiornamento tecnico del 2026, sulla stessa rivista brasiliana, propone di conservare il legamento ombelicale nei pazienti senza ernia ombelicale, per non alterare l'anatomia e il profilo naturale dell'ombelico.

Per quali pazienti è indicata?

È una procedura intermedia, tra chirurgia open e mininvasiva semplice, che ha l'obiettivo di migliorare l'esito morfologico, favorendo la retrazione cutanea, evitando l'incisione tipica dell'addominoplastica. Chiaramente l'indicazione è quella di una diastasi di dimensioni moderate, piccola ernia ombelicale, moderato eccesso cutaneo, tale da poter essere trattato mediante redraping termico con esito favorevole. Per un importante eccesso di cute, nulla a oggi sostituisce in quanto a qualità del risultato morfologico l'approccio aperto.

Quando non è la scelta giusta?

MILA condivide i limiti di tutte le tecniche preaponeurotiche e ne aggiunge di propri. Non è la risposta adatta quando:

Che differenza c'è fra MILA, SCOLA, REPA e TESAR?

SCOLA, REPA ed EPAR sono nomi diversi per la stessa famiglia di procedure: accesso anteriore, lavoro nel piano preaponeurotico, plicatura della linea mediana, rete onlay quando serve. TESAR appartiene a un'altra famiglia. L'accesso è anteriore, ma il piano di lavoro finale è retromuscolare: i margini mediali delle guaine dei retti vengono incisi, si entra dietro il muscolo e la rete viene collocata in sublay, dietro il retto, senza mai aprire la cavità addominale. TESAR punta alla ricostruzione strutturale della linea mediana con rete retromuscolare, e si utilizza anche nei laparoceli e nei pazienti già operati. MILA è l'estensione morfologica degli approcci mininvasivi: aggiunge la liposuzione e la retrazione cutanea alla stessa riparazione per migliorare l'esito estetico.

Sezione della parete addominale a confronto: a sinistra la rete onlay sopra la fascia anteriore nelle tecniche REPA e SCOLA, a destra la rete sublay dietro i muscoli retti nella tecnica TESAR
A sinistra: rete sopra la fascia (REPA, SCOLA) · a destra: rete dietro il muscolo (TESAR)

Glossario degli acronimi della chirurgia mininvasiva di parete

La tecnica TESAR nel dettaglio

Domande frequenti su MILA

MILA sostituisce l'addominoplastica?
No. MILA è pensata per i pazienti che non hanno un vero eccesso di cute o che non vogliono la cicatrice trasversale dell'addominoplastica. Quando l'eccesso di cute è reale, la resezione resta necessaria: nessuna tecnologia di retrazione la sostituisce. MILA può prendere il posto di molte indicazioni attuali alla mini-addominoplastica, non dell'addominoplastica completa.
La MILA si può eseguire con la tecnica TESAR?
Sì. I dispositivi utili alla retrazione dei tessuti si possono utilizzare insieme a tutte le tecniche chirurgiche: la plicatura semplice descritta nella pubblicazione originale può essere sostituita da qualsiasi tecnica di riparazione mininvasiva, compresa la TESAR con protesi retromuscolare. La MILA è, nella sostanza, un'associazione di tre gesti: lipoaspirazione, riparazione mininvasiva del difetto della parete muscolo-fasciale e trattamento dei tessuti molli con device a effetto termico.
In MILA la rete si usa sempre?
No. L'uso della rete dipende dalla presenza e dalle dimensioni dell'ernia associata. Nella descrizione originale, quando viene usata, è una rete a pori larghi collocata in posizione onlay, cioè davanti alla fascia, sovrapposta alla plicatura per 3-4 cm per lato. Se la riparazione viene eseguita con la TESAR, la protesi è invece retromuscolare.

Ultimo aggiornamento: 2026-08-20 · Contenuto a cura del Dott. Federico Fiori