Glossario: gli acronimi della chirurgia mininvasiva della parete addominale

ELAR, MILAR, SCOLA, REPA, EPAR, FESSA, TESAR, eTEP, PeTEP, sMILOS, EMILOS, TES: dietro sigle diverse ci sono procedure che differiscono per due sole variabili — da dove si accede alla parete e in quale piano viene posizionata la rete, quando viene posizionata. Questo glossario mette in ordine i termini e indica, per ciascuno, la descrizione originale.

Da dove si accede: approcci anteriori e posteriori

La distinzione primaria non è l'acronimo ma il punto di accesso. Negli approcci anteriori si lavora davanti alla parete, nello spazio preaponeurotico, fra la cute e la fascia. Negli approcci posteriori si lavora dietro il muscolo, direttamente nello spazio retromuscolare, direttamente in quello preperitoneale, o per via transaddominale. Nel caso le procedure vengano eseguite con piattaforma robotica l'acronimo viene preceduto dalla lettera «r».

Sezione della parete addominale con i due spazi di lavoro della chirurgia mininvasiva: lo spazio preaponeurotico davanti alla fascia e lo spazio retromuscolare dietro il muscolo
Spazio preaponeurotico e spazio retromuscolare: le due famiglie di approcci

Approcci anteriori

Si accede nello spazio preaponeurotico. La differenza fra le tecniche sta nel fatto che i margini del difetto vengano riavvicinati o no, e nel piano in cui viene collocata la rete.

Approcci posteriori

Si accede nello spazio retromuscolare. La rete è isolata fra i piani muscolari e non resta a contatto con il sottocute.

Sezione della parete addominale: gli approcci anteriori raggiungono lo spazio preaponeurotico dall'alto, davanti alla fascia; gli approcci posteriori raggiungono lo spazio retromuscolare dal basso, dietro i muscoli retti
Approcci anteriori dall'alto, davanti alla fascia · approcci posteriori dal basso, dietro il muscolo

Le tecniche a confronto

TecnicaAccessoPiano della reteMargini riavvicinati
ELAR, MILAR, TESLAR, FESSAAnteriore, preaponeuroticoOnlay, davanti alla fasciaNo: rete a ponte
SCOLAAnteriore, preaponeuroticoOnlay, quando previstaSì, plicatura
REPAAnteriore, preaponeuroticoOnlay, sempre previstaSì, plicatura
EPARAnteriore, preaponeuroticoOnlay, non sempreSì, plicatura
TESARAnterioreSublay, dietro il muscolo rettoSì, ricostruzione della linea mediana
MILOS, EMILOS, TES, SIL-TES, eTEPPosteriore, retromuscolareRetromuscolare
PeTEP, cranial PeTEP, E-MILOPPosteriore, preperitonealePreperitoneale
vTAPPTransaddominalePreperitoneale
THT, miSARTransaddominaleRetromuscolareSì, sezione-sutura con stapler
LIRATransaddominaleIntraperitonealeSì, plicatura della fascia posteriore
PeIRATransaddominalePreperitonealeSì, plicatura della fascia posteriore
IPOM, IPUMTransaddominaleIntraperitonealeNo; sì nelle varianti «plus»
MILAAnterioreOnlay nella descrizione originale, qualsiasi piano mininvasivo nella praticaSì, plicatura o riparazione mininvasiva
Le tecniche a confronto: via di accesso, piano in cui viene collocata la rete e riavvicinamento dei margini del difetto.

Rete a ponte o rete su plicatura?

In ELAR, FESSA e MILAR la protesi copre il difetto senza che i margini vengano riavvicinati. Nella SCOLA e nella REPA la protesi viene posizionata sopra una plicatura muscolare: i margini vengono prima riaccostati, poi rinforzati. È una differenza sostanziale, perché nel primo caso la linea alba non viene ricostruita.

Confronto fra rete a ponte sul difetto con margini non riavvicinati e rete posizionata sopra una plicatura che ricostruisce la linea alba
Rete a ponte · rete sopra la plicatura con linea alba ricostruita

REPA e SCOLA non sono sinonimi

Vengono spesso usati come tali. Nella descrizione originale la REPA prevede sempre la protesi onlay sopra la plicatura; la SCOLA la prevede ma non sempre, e nell'uso corrente il termine viene impiegato anche quando la protesi non viene posizionata affatto. In quest'ultimo caso il riferimento corretto è la plicatura endoscopica descritta da Bellido Luque nel 2014-2015, in cui la protesi veniva posizionata a volte per la sola ernia ombelicale.

Perché tanti nomi per la stessa procedura

Il problema è stato posto esplicitamente in letteratura. Nel 2021 Malcher e collaboratori hanno pubblicato una revisione sistematica qualitativa dal titolo «Endoscopic onlay repair for ventral hernia and rectus abdominis diastasis repair: why so many different names for the same procedure?» (Surgical Endoscopy 2021;35(10):5414-5421), concludendo che le variazioni tecniche descritte non producono differenze significative negli esiti e proponendo il termine unificante ENDOR per indicare gli approcci anteriori con o senza mesh onlay.

Le origini dell'approccio anteriore

Come leggere questo glossario

Gli acronimi non sono gerarchie di valore: indicano varianti tecniche descritte da gruppi diversi. Le domande utili, davanti a un difetto della linea mediana, sono altre: i margini vengono riavvicinati o la rete resta a ponte, in quale piano va la protesi, e quella scelta è coerente con il problema del singolo paziente. Le fonti citate in questa pagina permettono di verificare ogni definizione alla descrizione originale.

La tecnica TESAR nel dettaglio

MILA: la lipoabdominoplastica mininvasiva

L'approccio morfo-funzionale alla parete addominale

Domande frequenti sugli acronimi

Qual è la differenza fra REPA e SCOLA?
Nella descrizione originale la REPA prevede sempre una protesi onlay. La SCOLA prevede una protesi onlay sopra una plicatura muscolare, e nell'uso corrente viene impiegata anche senza protesi. Sono spesso usate come sinonimi, ma le descrizioni originali differiscono.
Che cos'è la ENDOR?
È il termine proposto nel 2021 da Malcher e collaboratori per unificare sotto un unico nome le riparazioni endoscopiche con protesi onlay, dopo aver osservato che le varianti descritte non producono differenze significative negli esiti.
Perché esistono così tanti acronimi?
Perché nell'arco di pochi anni gruppi diversi in paesi diversi hanno descritto varianti minime della stessa procedura, dandole ciascuno un nome. La letteratura ha riconosciuto il fenomeno e ne ha discusso esplicitamente in una revisione sistematica del 2021.
Che differenza fa il piano in cui viene messa la protesi?
È l'elemento che distingue tecnicamente le procedure fra loro, insieme alla presenza o assenza della protesi stessa. Il piano determina se la rete resta a contatto con il sottocute oppure viene isolata fra i muscoli, e la letteratura di confronto fra i diversi piani nella chirurgia delle ernie incisionali è disponibile e consultabile.
Che cosa indica la lettera «r» davanti a un acronimo?
Indica che la procedura viene eseguita con piattaforma robotica: l'acronimo della tecnica resta lo stesso e viene semplicemente preceduto dalla lettera «r». Il piano di lavoro e il posizionamento della rete non cambiano.

Ultimo aggiornamento: 2026-08-20 · Contenuto a cura del Dott. Federico Fiori